Museo Antico Tesoro della Santa Casa

Il Museo Antico Tesoro del santuario è composto da 28 sale (2000mq) ed è ospitato nel braccio occidentale del Palazzo Apostolico.

Conserva il cosiddetto Tesoro della Santa Casa: dipinti, sculture, arazzi, maioliche, oggetti d’oreficeria e mobili provenienti dal santuario o donati alla Santa Casa nel corso dei secoli, che costituiscono un vasto ed eterogeneo patrimonio di arte e di fede, a testimonianza del prestigio raggiunto dalla Basilica Lauretana in tutto il mondo cristiano.

 

Fra i vari oggetti d'arte spiccano la prestigiosa collezione di ceramiche rinascimentali e i dieci arazzi raffaelleschi conservati nelle sale VII e VIII del Piano nobile realizzati su cartoni o copia di cartoni di Raffaello e ispirati ai testi biblici del Nuovo Testamento.

Nella raccolta dei dipinti sono da segnalare le otto opere della tarda maturità di Lorenzo Lotto, quasi tutte datate e dipinte fra il 1549 e il 1556: Battesimo di Cristo, Cristo e l'Adultera, i Santi Rocco, Cristoforo e Sebastiano (1531), San Michele caccia Lucifero, Adorazione dei Magi, Adorazione del Bambino, Sacrificio di Melchisedec e fra tutti l'estrema Presentazione al Tempio.  Il pittore si trasferì definitivamente a Loreto nel 1554 e vi morì nel 1556 circa nell'assoluto silenzio.

 

Notevoli inoltre i dipinti, su tavola o su tela, quasi tutti a soggetto religioso che provengono dagli altari della Basilica. La maggior parte di essi è stata realizzata nella seconda metà del XVI secolo (Antonio da Faenza, Francesco Menzocchi, Girolamo Muziano, Felice Damiani, Federico Zuccari) gli altri abbracciano un arco di tempo che va dal XVII al XX secolo (Guido Reni, Filippo Bellini, Simone Vouet, Antonio Zanchi, Giuseppe Maria Crespi, Sebastiano Conca, Francesco Foschi, Cesare Maccari). Della collezione fanno parte anche alcuni affreschi di Pellegrino Tibaldi e di Cristoforo Roncalli.

 La collezione delle maioliche dell'antica spezieria della Santa Casa, giudicata una delle più prestigiose del genere, è costituita da un primo nucleo di 350 esemplari, proveniente dalla bottega di Orazio Fontana , che venne donato alla basilica dal cardinale Giulio Feltrio De la Rovere, a cui si è aggiunta, nel 1631, una collezione di vasi, 111 pezzi, acquistati presso la bottega dei Patanazzi tutti istoriati con fatti biblici e scene mitologiche risalenti alle Metamorfosi di Ovidio, alla storia greca, sicula e romana.

Una terza raccolta contiene esemplari vari acquistati nel corso degli anni, comprende vasi da farmacia realizzati da Francesco Antonio Grue (1686-1746), ed una raccolta di statuine presepistiche risalenti par XVIII e XIX secolo.

Il Tesoro della Santa Casa conserva alcune superbe opere di oreficeria, tra cui un Crocifisso in argento modellato dal Giambologna (1524-1608) e donato alla Santa Casa da Cristina di Lorena nel 1573.

 

 

 

Informazioni aggiuntive

  • citta: LORETO
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