Ex Chiesa della Fonte o del SS. Sacramento

Si tratta di un piccolo edificio a navata unica con due cappelle laterali, sorge appena al di fuori del centro murato di Saltara; è dedicata alla "Divina Maria delle Grazie sopra la Fonte di Saltara", in quanto venne costruita proprio vicino ad una fontanella. Ancora oggi dalla sacrestia si sente sgorgare acqua corrente.

Il nome della chiesa inciso nella lapide, piuttosto lungo, fu abbreviato dai fedeli e quindi la chiesa fu chiamata "chiesa della fonte" o "chiesa Madonna della fonte". Essendo poi diventata sede della pia confraternita del Santissimo Sacramento (una delle tre più antiche che esistevano già fin dal '500), essa è anche chiamata "chiesa del SS. Sacramento".

Non si conosce l'anno di costruzione della Chiesa, ma solo l'anno del primo restauro (1595), come ricorda la lapide conservata sulla parete di sinistra, che riporta fra altro anche il nome della Chiesa stessa: D.O.M.templum divae Mariae Gratiarum super Saltarie fontem vetustate collabens corp. xpi societas instaurandum atque augendum curavit anno ab incarnat dominica MDXCV sub prioratu Joh Dominici Serbaldi ET Mattehi adriani. (Traduzione: A Dio ottimo massimo.

La Società del Corpus Cristi ha curato il restauro e l'ampliamento della chiesa della divina Maria delle Grazie sopra la fonte di Saltara in rovina per l'antichità nell'anno 1595 dopo la festa dell'Incarnazione (25 marzo) sotto il priorato di Gian Domenico Serbaldi e Matteo Ariani.)

All'interno sono conservate due tele di Scuola baroccesca:

Ultima Cena (‘600): Posto sull'altare maggiore, il dipinto raffigura l'Ultima Cena, riproduzione esatta della tela di Federico Barocci (1535-1612) conservata nella Cappella del Sacramento del Duomo di Urbino.
La tela, di stile manieristico, posta sul lato destro raffigura Sant'Antonio da Padova a cui appare la Madonna con Gesù Bambino, attribuita a Francesco Guerrieri (1589-1657), nato a Fossombrone.

Le opere di maggiore interesse artistico sono i due affreschi attribuiti a Giovanni Antonio di Bellinzoni da Pesaro (ca. 1415-ca.1477), protagonista del tardo gotico marchigiano che ha eseguito anche un ciclo di affreschi (Crocifissione) nella chiesa di S. Francesco di Rovereto/Saltara, uno dei primi (ca. 1211) conventi francescani delle Marche.

G. A. di Bellinzoni: Madonna della Misericordia (sec. XV) Nella cappella di sinistra è posto l'affresco raffigurante la Madonna della Misericordia nella sua iconografia più classica, quella con l'ampio mantello che protegge i fedeli in preghiera; tra di loro anche i committenti (?) dell'opera; la Madonna è circondata da angeli ed in alto domina la figura del Padre Eterno benedicente. E' attribuito a Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro. Alla sinistra San Sebastiano e Santa Mustiola (?), alla destra San Bernardino e Sant'Antonio; alcune notazioni stilistiche fanno ritenere che l'opera sia databile attorno al 1470. Fu aggiunta una cornice con pilastri di stile barocco.

G. A. di Bellinzoni: Madonna delle Grazie in trono (sec. XV) L'affresco, ca. 1470, raffigura la Madonna in trono col Bambino, nella tipica iconografia dedicata al culto della Madonna delle Grazie; è collocata nella sacrestia della chiesa, proprio al di sopra della fonte. Attribuito al pittore pesarese Giovanni Antonio Bellinzoni (ca. 1415-ca.1477), è quasi certamente coevo all'affresco che rappresenta la Madonna della Misericordia all' interno della chiesa.

La chiesa, di proprietà comunale, è visitabile su richiesta.

fonte: www.comune.saltara.pu.it

 

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