Curiosando tra i segreti dei Cistercensi

Tanti laboratori didattici: dalla vita dei monaci ai giochi con pane, erbe e miele!

Le Marche insolite

di Chiara Giacobelli

Siete alla ricerca di un’idea alternativa per trascorrere uno dei numerosi weekend invernali che vi aspettano? Eccone una in grado di fondere insieme la meraviglia degli spazi verdi e dell’aria aperta con la spiritualità emanata da un luogo sacro tra i più affascinanti d’Italia. Sto parlando dell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, prodigiosa struttura che ancora oggi accoglie una comunità di monaci poco lontano da Macerata. Il contesto è sicuramente tra i più belli delle Marche, visto che l’abbazia sorge all’interno di una Riserva Naturale che si estende per oltre 1.800 ettari.

Passeggiare tra i sentieri e i pendii di quest’area è un piacere anche d’inverno, in una bella giornata di sole, costeggiando torrenti e attraversando prati, scoprendo paesaggi agrari ed esplorando la Selva, un antico bosco di cento ettari, ancora quasi interamente intatto. Tanto più la passeggiata sarà un piacere, se ad aspettarvi troverete uno dei monumenti tra i meglio conservati del nostro Paese per quanto riguarda l’architettura cistercense. Non soltanto sarà possibile visitare il chiostro, la chiesa, la sala del capitolo e gli altri ambienti: dall’inizio di novembre, infatti, c’è una sorpresa ad accogliere i turisti! E’ stato infatti aperto di recente un originale Museo del Vino, dove si potrà ripercorrere, passo dopo passo, la lavorazione del vino come avveniva una volta. Non mancano gli attrezzi della tradizione come botti, torchi, tini ma è anche visibile una grande caldaia che veniva utilizzata per preparare il vino cotto.

I bellissimi spazi del complesso monumentale dell'Abbazia di Fiastra sono aperti tutti i fine settimana ed è possibile visitarli in diverse maniere. Si può, ad esempio, semplicemente raggiungere la Riserva e scegliere la passeggiata preferita all’aria aperta, seguita da una visita del monastero, usufruendo del materiale cartaceo messo a disposizione dei turisti. Oppure, per chi voglia saperne di più, vale la pena di prenotare (con un po’ di anticipo) una visita guidata: il personale esperto vi condurrà alla scoperta della storia e dei misteri dell'Abbazia di Fiastra (a proposito, c’è chi dice che nei meandri del monastero si aggiri ancora il tormentato spirito dell'ultimo principe Sigismondo Giustiniani Bandini, le cui spoglie sono conservate in chiesa!).

Leggende a parte, ecco qualche spunto inedito sull’abbazia che forse pochi sanno. Innanzitutto, esiste la possibilità per le scuole di partecipare a laboratori didattici tra i più originali: dalla tecnica dell’affresco alla scrittura gotica, dal corso di sopravvivenza nella Preistoria agli scavi archeologici, dalla vita del gladiatore ai giochi con erbe officinali, pane o miele! Tutti i laboratori sono organizzati da Meridiana Srl, che cura il settore dell'accoglienza turistica per scolaresche e gruppi di adulti all'interno della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra. Altra curiosità: esplorando il territorio circostante, sarà come fare una vera e propria passeggiata nel tempo.

La Riserva ha infatti al suo interno o appena fuori le tracce di quasi tutti i periodi della storia dell’umanità. Oltre all’abbazia in sé, consiglio quindi di visitare anche l’area archeologica di Urbs Salvia – che comprende il teatro, l'anfiteatro, la cinta muraria, il tempio con il criptoportico affrescato, il serbatoio dell’acquedotto, l’edificio a nicchioni e infine il Museo Archeologico Statale. Ancora un aspetto inedito: nel 1957 nella Riserva di Fiastra è stato reintrodotto il capriolo, ancora oggi presente in abbondanza. Se siete fortunati, potrebbe capitarvi di incontrarne uno (o più), magari in compagnia di altri animali del posto: dal tasso alla faina, dal picchio alla ghiandaia.

Non dimenticate poi di dare uno sguardo al Palazzo Principesco, un tempo residenza dei Principi Giustiniani Bandini (attualmente è proprio la Fondazione Giustiniani Bandini a gestire la Riserva). All’interno le stanze presentano numerosi affreschi e decorazioni, mentre nel giardino si trova una rara ed enorme quercia di sughero. Infine, per chi ama tuffarsi nella storia, nelle tradizioni e nel folclore delle Marche, nella ex foresteria del Monastero è ospitato il Museo della civiltà contadina e degli attrezzi agricoli. Attenti a non inciampare in tinozze, aratri e telai!

 

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