Convento dei Padri Passionisti

Le origini del convento, posto in contrada Giannino, risalgono all'anno 1656. In quell'anno Alessandro Collaterale di Morrovalle, fece dipingere, in grandi dimensioni, l'effige della Beata Vergine della Quercia, identica a quella più famosa di Viterbo, facendola collocare nel tronco di una quercia. In seguito vi fu costruita un'edicola, visto che i rami dell'albero non potevano proteggere il dipinto dalle intemperie; l'immagine della Madonna poteva così essere venerata dai passanti.

Nel 1271 Giovan Girolamo Collaterale, ereditata la devozione della Madonna Santissima della Quercia, pensò prima di far restaurare il quadro, poi si adoperò a rendere più decente la rustica edicola che venne chiusa con muro e un finestrino munito di ferrata. I numerosi fedeli che giungevano sul luogo della cappella e le numerose offerte raccolte in essa fecero decidere i superiori ecclesiastici ad edificare una Chiesa. La cappellina ove si venerava l'immagine della Vergine rimase al fianco della nuova chiesa in un'edicola fu poi ampliata; fu eretto un altare sopra il quale venne collocato il quadro. L'affluenza dei fedeli e la distanza dal paese, rendevano necessaria la costruzione di un fabbricato a fianco della chiesa adibito ad alloggio per i pellegrini più lontani.

Nel 1728 era presente un modesto fabbricato, la contrada dove nacque la piccola chiesa, veniva chiamata Santa Maria delle Grazie così per molto tempo si chiamò "Santa Maria Gratiorum" . Il convento annesso alla chiesa venne dedicato ai Santi Ambrogio e Barnaba, chiamati anche gli apostolini. Nel tempo, lo stravagante comportamento di un eremita allontanò il popolo così il tempio e il romitorio vissero un lungo periodo di decadimento. Nell'anno 1765 la cupolina fu demolita in parte e con il materiale ricavato fu costruita una casa colonica.

In seguito, grazie all'iniziativa e alla generosità dell'erede dei beni dei Collaterali, Alessandro Bandini, la chiesa venne restaurata. I padri della Congregazione dei Passionisti accettarono di venire a custodire il luogo sacro, mantenendolo al quanto decoroso grazie alla cura del rigoglioso giardino. Era il 1799, tra di essi un giorno arrivò l'angelico giovane S.Gabriele dell'Addolorata.

fonte: www.comune.morrovalle.mc.it

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  • citta: MORROVALLE
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