Montemaggiore al Metauro, la storia

Montemaggiore al Metauro è un comune di circa 2.800 abitanti della provincia di Pesaro e Urbino. Il suo centro storico sorge su un alto colle, in suggestiva posizione lungo la sponda destra della Valle del Metauro, a breve distanza da Fano. Il “castello” ha una sola porta di accesso, è circondato dalle mura intorno alle quali si estende una vasta pineta, oggi intitolata al poeta Mario Luzi. A partire dagli anni Settanta la vicina frazione di Villanova è diventata il centro dell’economia locale e della vita sociale.

Nel 1156 Montemaggiore viene menzionato in un documento come castello di Fano. A lungo fece parte del vicariato di Mondavio, territorio di cui nel 1376 si impadronirono i Malatesta, signori di Pesaro. Le mura del castello furono riedificate in età malatestiana.

Tornata sotto la Chiesa nel primo Quattrocento, Montemaggiore conobbe una nuova signoria quando, nel 1474, Giovanni Della Rovere, nipote di papa Sisto IV, ebbe da quest’ultimo il vicariato di Mondavio. Con il passaggio del ducato di Urbino ai Della Rovere, Montemaggiore si trovò compresa nello Stato roveresco.

Nel 1631 questo castello seguì le sorti del ducato di Urbino, passato sotto il diretto governo della Santa Sede dopo la morte senza eredi dell’ultimo duca. Le dimensioni di Montemaggiore erano sempre quelle di un piccolo centro, tanto che a metà Settecento raggiungeva solo i 1000 abitanti. La ventata napoleonica ebbe conseguenze nefaste per Montemaggiore, il cui Comune fu soppresso nel 1814, ma più tardi sarebbe stato ricostituito. Dopo l’Unità d’Italia la popolazione toccava i 1200 abitanti, ma si dovette sventare un nuovo tentativo di soppressione del Comune.

Ai decenni di fine Ottocento è legata la figura di Carisio Ciavarini (1837-1905), sindaco di Montemaggiore, ma anche illustre figura di docente, archeologo e storico. Fu fondatore, tra l’altro, del Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona.

Nel 1944 questo piccolo centro del Pesarese si trovò ad essere coinvolto nella grande Storia, allorché i tedeschi costituirono proprio lungo la valle del Metauro la cosiddetta Linea Gotica, con lo scopo di rallentare l’avanzata degli Alleati. Montemaggiore si trovò così facilmente esposta alle artiglierie subendo gravi danni. La mattina del 25 agosto il Primo Ministro inglese Churchill e il generale Alexander arrivarono a Montemaggiore per assistere agli attacchi alla Linea Gotica. Il Museo del Metauro “W. Churchill” documenta oggi con foto e materiali quei giorni memorabili e quella visita eccezionale.

Dopo la guerra si ricostruì la bella Torre Civica, che si apre su una gradinata che conduce alla chiesa parrocchiale di S. Maria del Soccorso, ricostruita l’ultima volta nel 1932. Oggi essa conserva un’Ultima Cena di scuola del Barocci, già appartenuta alla chiesa della Madonna del Soccorso edificata nel 1640.

Nei decenni che seguirono la guerra Montemaggiore sviluppò la vitivinicoltura e la floricoltura. Prodotti tipici delle sue campagne sono oggi il vino denominato Bianchello del Metauro, i formaggi Valmetauro e, singolarmente, i crisantemi, coltivati da oltre 30 anni con ottimi risultati.

Montemaggiore è nota anche per l’artistico Presepe, secondo molti esperti uno dei più belli delle Marche, che ogni anno, dal 1991, viene allestito su una superficie di 150 metri quadrati.


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