In soggettiva

al Tomav di Moresco le opere di Maurizio Cesarini


da: Dom, 9. Luglio 2017
 a: Dom, 10. Settembre 2017
venerdì 18-20; sabato 18-20 e 21-23; domenica 10-12 e 18-20
Torre eptagonale
MORESCO, FM
Comune, 0734.259983
Mappa

Il Tomav - Torre di Moresco Centro Arti Visive, sotto la direzione artistica di Andrea Giusti, continua nella sua attività espositiva nell'ambito dell'arte contemporanea, proponendo come unico evento della stagione 2017 una personale dell'artista Maurizio Cesarini con la presentazione del prof. Gabriele Perretta. 

"In soggettiva", così si intitola la mostra, presenta una scelta di opere, video e fotografie digitali, con un taglio temporale che individua sia il contesto storico e originario della sua ricerca sia la produzione recente. Il lavoro del nostro si struttura attorno a tematiche che hanno un sostanziale sviluppo negli anni '70, con performance che ridisegnano sia in senso artistico che teorico il concetto di identità. In questo ambito la ricerca di Cesarini si situa nell'alveo di comuni esperienze quali quelle di Urs Lüthi, Katharina Sieverding, Luciano Castelli ed altri attraverso una manipolazione della propria immagine che adotta la forma del travestimento androgino come metafora e destrutturazione di un assetto identitario definito nei rigidi ruoli del maschile e del femminile. La questione identitaria - struttura portante della sua ricerca - appare, seppur declinata in forme più ampie, anche nei suoi lavori più recenti. Nelle ultime opere viene utilizzata la fotografia digitale per delineare una definizione metamorfica della propria immagine mostrando, pur nella decennale ricerca che lo caratterizza, una attualità di pensiero e di forma.

Da segnalare, inoltre, una serie di lavori presentati per la prima volta: "Il reale è sempre al suo posto". Apparentemente queste immagini che hanno una natura paesaggistica - dove la presenza dell'artista è scomparsa - sembrano negare l'ambito operativo nel quale si muove la ricerca di Cesarini. Tuttavia esse puntualizzano, con una modalità intrinsecamente più concettuale, le questioni teoriche sin qui esposte. Anche in questo caso la frattura tra ciò che è e ciò che appare è evidenziata da un elemento incongruo che si inserisce in un ambito paesistico, alterando il senso e la modalità percettiva e riproponendo quindi, in forma di metafora, il soggetto come frattura, come lacerazione e alterità da se stesso, come altro rispetto alla percezione di sé e del mondo. In mostra anche alcuni video - tra cui uno che porta il titolo di quest'ultima serie - dove il reale percepito e ripreso dalla videocamera si parcellizza, si frantuma, creando un tempo nel quale le diverse percezioni del reale appaiono contemporaneamente, eludendo il senso di una percezione univoca e unitaria.

Maurizio Cesarini, nato a Senigallia nel 1957, si è formato presso l'Accademia di Belle Arti di Urbino. Nel 1974 esordisce nell'ambito della Body Art realizzando diverse performance in cui il corpo assumeva il senso di una ricerca identitaria assunta mediante l'utilizzo di una modalità androgina. Nel corso degli anni la ricerca ha puntualizzato sempre più l'idea di definizione identitaria adottando diversi media espressivi come la fotografia digitale, il video e la performance. Ha partecipato a diverse rassegne video e performative insieme a importanti nomi della scena internazionale e le sue opere fotografiche sono presenti in alcuni musei d'arte contemporanea.

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