Palazzo Vescovile Palazzo Vescovile

Nel corso del XIII secolo, complice anche la floridezza economica diffusa a Fabriano grazie al commercio della carta, si svilupparono nel nucleo storico della cittadina cantieri architettonici e pittorici di fondamentale importanza.  

Palazzo del Podestà. Monumento di forte suggestione, è definito uno dei più alti esempi di stile gotico nelle Marche. Lo splendido edificio pubblico ha una sua peculiarità tipologica “a ponte”, in ricordo della colmata dell’antico fiume cittadino, che scorreva sotto di esso, e dell’unificazione dei quattro quartieri cittadini. Eretto nel 1255, interamente in pietra bianca di Vallemontagnana, modificato più volte, e costituito di tre corpi di fabbrica dei quali, quello centrale, presenta il caratteristico voltone ogivale di sottopasso della strada e le eleganti trifore. Al di sotto dell’arcone restano interessanti affreschi ( sec.XIII-XIV ) che rappresentano scene di guerrieri in battaglia e una enigmatica ruota della fortuna mossa da una figura femminile. Oggi il palazzo è sede della Pretura Mandamentale. Lungo il suo ampio corridoio è allestita una galleria d’arte permanente, che raccoglie la riproduzione fotografica, in grandezza naturale, di tutte le opere del Gentile.

Fontana Sturinalto. Nella Piazza Centrale ( Platea Magna), centro politico e civile della città fin dalle sue origine, è possibile ammirare la Fontana Sturinalto, un vero gioiello incastonato in una degna cornice, a base ottagonale costruito in tre bacini digradanti, uno dei quali, il superiore, è di bronzo di Corinto. Risale, nella forma attuale, al secolo XIII. La fontana fu commissionata a Jacopo di Grondalo nel 1285, che prese lo spunto dall’architetto che aveva progettato la fontana maggiore di Perugina, costruita dai fratelli Nicola e Giovanni Pisano (1277/78) sotto la direzione del monaco silvestrino Fra’ Bevignate. Non a caso la fontana fabrianese, cosiddetta “Sturinalto”, è una copia di minori dimensioni ma di grande eleganza, della straordinaria fontana umbra.

Palazzo del Comune. Già sede della signoria dei Chiavelli, affonda le radici nel secolo XIV. Le uniche tracce della primitiva struttura, sono visibili nel piano terra degli ex uffici della polizia urbana. Prima del sisma, nella sala consiliare si poteva ammirare una bella copia dell’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, eseguita da Umberto Giugni. Questo palazzo conserva l’androne voltato a crociera nel XIV secolo e, nel cortile, il lapidarium con epigrafi e cippi provenienti dai municipi romani di Attidium (Attiggio), Tuficum (Borgo Tifico), Sentinum (Sassoferrato).

Palazzo Vescovile. Antica residenza dei Priori della città,fu distrutto dal crollo della torre e successivamente ricostruito, determinando il trasferimento della sede della Magistratura nell’attuale palazzo del Comune. Dal 1729 è la sede del Vescovado. La facciata, di carattere seicentesco, è affiancata dalla Torre dell’Orologio ed è composta da un portico a sette arcate, i cui due piani superiori sono ripartiti da lesene in corrispondenza dei pilastri sottostanti. Resta ancora qualche traccia sulla facciata laterale (con archi a sesto acuto) e su quella rivolta alla piazza della Cattedrale.

Loggiato di S. Francesco. E’ la ricostruzione di un portico del ‘400, iniziato da Nicolò V, che si estendeva e si addossava lungo la Chiesa di San Francesco. L’attuale forma con le19 logge fu realizzata alla fine delXVII secolo; successivamente fu congiunto al palazzo comunale.Nel loggiato affiorano i resti del portale appartenente alla chiesa demolita del Poverello d’Assisi, sorta tra il 1291 e il 1398, e un affresco del XIV secolo. Sull’altro lato si snoda il lunghissimo loggiato di San Francesco del’600; la teoria delle sue 19 arcate alte sulla piazza scoscesa, conferisce ad essa un movimento che sottolinea il suo convergere. L ’impianto medioevale, nonostante sia carente di unità stilistica e di spettacolarità , suscita un estremo interesse per gli effetti prospettici.

Oratorio della Carità. Situato di fronte alla facciata dell’ex chiesa di San Francesco, fu iniziato nel 1587, ed è sede della Confraternita della Carità. Di forma rettangolare, con soffitto a capriate, al suo interno vengono conservati quattordici riquadri alternati da paraste e decorati con stucco e dorature. Essi raffigurano affreschi di Filippo Bellini, con soggetti tratti dalla Bibbia e dal Vangelo, incentrati sulle sette “Opere della Misericordia”, un tema assai diffuso durante la Controriforma. L’iconografia fu gestita da Padre Gesualdo, il Generale dei Minori Conventuali.

Ex ospedale di S. Maria del Buon Gesù. Lo stupendo complesso edilizio venne eretto a partire dal 1456 per riunire le varie strutture ospedaliere, allora presenti in città, in un unico edificio. Questo intervento venne sollecitato e promosso anche dal celebre beato Giacomo della Marca; in quell’anno l’osservante,infatti,era presente in città per una delle sue consuete predicazioni intineranti.La facciata originaria è caratterizzata da un portico a voltato a crociera, con cinque arcate a sesto acuto di diversa ampiezza, poggianti sui pilastri cruciformi. Sopra ogni arcata si apre una finestra bifora ad archetti trilobati poggianti su una colonnina, ed inscritti entro un arco a tutto sesto. Tra le bifore è poi visibile un edicola dipinta inizialmente con una Madonna col Bambino, poi ricostruita perché danneggiata da una bomba caduta nel 1945. Sotto il portico sono visibili una lunetta e due edicole affrescate. All’interno dell’oratorio è conservato lo stendardo raffigurante la Madonna del Buon Gesù dipinto intorno al 1460 dal Maestro di Staffolo. Lo stendardo è venerato dal 1496 come miracoloso, in occasione di una terribile carestia dal quale liberò Fabriano. L’edificio è stato completamente ristrutturato agli inizi degli anni’90 su progetto dell’architetto Bruno Rossi per accogliervi le opere della Pinacoteca.

Oratorio del Gonfalone. L’edificio è una modesta sala rettangolare che poggia sulla volta di un sotterraneo, senza l’ombra di pretesa architettonica; le mura esterne, semplici e rozze,non ebbero alcun abbellimento neanche quando nel1645 ne fu trasportato l’ingresso dal lato destro, dove si può osservare ancora la traccia, alla facciata anteriore. Una sua preziosità è il soffitto in legno a cassettoni, intagliato e decorato in oro zecchino condotto a termine nel1643 ad opera dello scultore francese Leonardo Scaglia;sulle pareti il ciclo di tele è dedicato alla vita della Vergine realizzate da Francesco Bastari. L’Annunciazione dell’altare fu eseguita a Roma dall’urbinate Viviani, su commissione dello scienziato e poeta fabrianese Francesco Stellati. L’opera del Gonfalone fu realizzata con le severe bancate corali in noce lavorate dagli operai locali i fratelli Ungherini che ne diedero l’asseto definitivo.

Portico dei Vasari. In piazza Garibaldi (Platea Mercati), antica sede delle attività industriali e di commercio,troviamo il Portico dei Vasari,unico esempio rimasto della fiancheggiata di portici, della metà dell’Ottocento, che caratterizzava la piazza. Il Portico, parte di un antico ospedale situato nella piazza del mercato, conserva sulla facciata emblemi in pietra dell’Arte dei Calzolai e un affresco di un allievo di Allegretto Nuzi, databile all’ultimo quarto del ‘300, raffigurante la Madonna con il Bambino, San Giovanni Battista e San Venanzio.

Edicola Mariana di Ottaviano Nelli. Appartiene alla ex Chiesa di Santa Maria in Piangato (XIII sec.) ed espone l’affresco raffigurante la Maestà, San Bartolomeo e San Filippo Benizi, prima attività di Ottaviano Nelli (XV sec.), attivo più avanti anche per l’Oratorio dei Beati Becchetti di Sant’Agostino in cui realizzò il cassone funerario con i quattro miracoli del beato Pietro Becchetti. All’ interno della Chiesa , trasformata in San Francesco di Paola e sconsacrata nel 1922, si trovava l’affresco raffigurante la Madonna con il Bambino, Sant’Antonio Abate, San Giacomo e il committente di Antonio da Fabriano, Bartolomeo Agostini (Pinacoteca).

Testo e foto da www.fabrianoturismo.it e www.piazzalta.it

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  • citta: FABRIANO
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