Loreto: rocche, mura e bastioni

La città di Loreto ha l’assetto urbanistico rinascimentale e l’insediamento, circondato da mura e bastioni, si presenta come un castello, di cui la basilica costituisce la cittadella. Fu generata dal santuario e partecipa intimamente alla realtà religiosa, sociale e umana che solo col colle laureano acquista significazione storica.

 

 

Le rocche:

Le prime notizie risalgono al 1315. Erano passati appena vent’anni dall’arrivo della Santa Casa e l’afflusso di pellegrini significava anche generose offerte e così, assieme ai devoti, arrivarono anche i malandrini che assaltavano i pellegrini lungo la strada. Il rischio di ruberie riguardava anche gli ex-voto e le donazioni che i Papi cominciarono a inviare a Loreto già dal XIV secolo.

Si pensò così alla costruzione di mura di protezione, un quadrilatero, fortificato agli angoli da quattro torri, dove, specialmente di notte, erano di guardia dei soldati, mentre all’interno potevano trovare un posto tranquillo anche i pellegrini.

La costruzione si protrasse per circa un secolo, poi si dovette pensare a un’opera di più ampie proporzioni, per far fronte al numero crescente di visitatori.

 

I turchi: non erano fantasia e le loro scorribande nell’Adriatico e le razzie ogni volta che toccavano terra costituivano un vero problema. C’è notizia di un tentativo di sbarco a Porto Recanati nel 1456 col proposito di assaltare poi il santuario di Loreto. Per fortuna, la coraggiosa resistenza degli abitanti li respinse in mare.

Ma le notizie di ruberie e violenze continuavano ad arrivare: nel 1479 uno sbarco a Grottammare, l’anno seguente stragi in Puglia. Loreto aveva già provveduto a potenziare le sue fortificazioni con interventi vari, completati poi dal progetto di Giuliano da Sangallo. Ma il 5 giugno 1518 corre una notizia che mette paura: Selim I, detto il crudele, era approdato al porto di Recanati. Gli abitanti si erano rifugiati nel castello, mentre i turchi rubavano, distruggevano, ammazzavano, profanavano.

Loreto tremava e si aspettava l’attacco da un momento all’altro. E invece, dopo una settimana ripresero il largo.

 

Mura e bastioni: bisognava prendere le debite precauzioni e così si diede il via ai lavori per costruire una cinta muraria adeguata. Ci misero mano almeno tre architetti: Cristoforo Resse da Imola, il Sansovino e Antonio da Sangallo. Bisognava fare in fretta e gli ordini del Papa erano precisi. Si ricorse allora al materiale da costruzione, preparato per il porto di Recanati, e furono messi al lavoro 400 operai, anche di domenica, adoperando "160 ducati di pietra e 347 migliaia di mattoni". Furono poi aggiunti 28 merli al bastione grande e 16 al piccolo, mentre 26 pezzi d’artiglieria erano pronti a far fuoco, anche se non ci fu mai bisogno.

 

L’acquedotto: si sa che Loreto ebbe un impulso determinante nel suo sviluppo urbanistico da Papa Sisto V. Aumentò la popolazione, crebbe il numero di pellegrini e si dovette pensare a un nuovo acquedotto.

Progetto ed esecuzione furono affidati da Paolo V a Giovanni Fontana e a Carlo Maderno. Il capitolato che decideva di "condurre l’acqua delle vigne di Recanati alla piazza del santuario" è del 2 dicembre 1606.

L’acqua abbondante arrivò così anche alla fontana in Piazza della Madonna, che su progetto dei due architetti fu costruita tra il 1604 e il 1614 e che nel 1622 fu rifinita con ricchi ornamenti in bronzo dai fratelli Jacometti. Una derivazione, attraverso Porta Romana, forniva acqua anche alla fontana di Piazza dei Galli.

 

 Le logge di Piazza dei Galli: "portico delle transanne", come si diceva un tempo, o "logge de Massimì" come usano ancora alcuni loretani, questo edificio assolse a compiti vari. Trovarono posto botteghe, servì da riparo ai pellegrini che vi passavano la notte e, al tempo delle diligenze, anche ai cavalli, quando il loggiato divenne stazione di posta. La piazza, sistemata inizialmente col materiale ricavato dalla demolizione del vecchio campanile, subì numerosi ritocchi e e la fontana detta "dei galli" diversi spostamenti, ma nel contesto urbano di Loreto quelle logge continuano a raccontare storie di ieri, che non si possono scordare.

  

da www.comune.loreto.an.it

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  • citta: LORETO
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