Celebre fisiologo, primo Ministro della sanità

Monte Vidon Combatte (AP) 1899 - Napoli 1969

Poco più di cent’anni fa, nel 1899, nasceva a Monte Vidon Combatte Vincenzo Monaldi, tisiologo di fama mondiale, che fu anche il primo Ministro della sanità della Repubblica Italiana.

Dopo aver preso parte, giovane studente, alla prima guerra mondiale (ricevette anche una croce di guerra), conseguì nel 1925 la laurea in medicina dedicandosi immediatamente dopo alla ricerca nel campo della tubercolosi e delle malattie dell’apparato respiratorio.

Assistente all’Istituto di fisiologia e, contemporaneamente, alla clinica per la tubercolosi dell’Università di Roma, si trasferì a Napoli dove gli venne assegnata la cattedra di tisiologia presso il locale ateneo.

A Napoli continuò le sue ricerche, ricevendo prestigiosi incarichi, come la direzione dell’Istituto sanatoriale "Principe di Piemonte", dove fondò, diresse e valorizzò la Scuola di specializzazione in tisiologia. Più avanti fu chiamato quale commissario straordinario degli ospedali riuniti di Napoli.

Nel frattempo fondò la rivista "Archivio di tisiologia" e, nel campo della ricerca sulle patologie della tubercolosi, ricevette apprezzamenti anche fuori Italia (fu nominato membro della Reale Società di Medicina di Londra e di varie Accademie di medicina in Italia ed in Germania), pubblicando decine di testi scientifici, anche questi diffusi a livello internazionale. Proprio tali pubblicazioni, esito di studi e ricerche, hanno fatto di Vincenzo Monaldi un clinico famoso ed apprezzato.

Nel primo dopoguerra affiancò all’attività medica anche quella politica, passione che lo aveva attratto sin da giovane, quando, iscritto al Partito Popolare di don Sturzo, ad appena vent’anni fu Sindaco di Grottazzolina, il più giovane Sindaco d’Italia.

Nel 1948 fu eletto per la prima volta al Senato nelle liste DC, ricoprendo importanti incarichi a livello centrale, sino ad essere nominato Alto Commissario per l’igiene e la sanità (non ancora esisteva lo specifico ministero).

Da tale incarico fu chiamato, nel secondo governo Fanfani (1958-1959), ad essere Ministro della sanità, il primo nella storia della Repubblica.

Sia al Ministero sia in Parlamento, Monaldi dimostrò attenzione per i problemi sociali, facendosi promotore di importanti riforme anche nel campo del trattamento previdenziale ed assistenziale del malato, anticipando quelle scelte più avanti assunte nel campo della previdenza.

Di forte e convinto credo cattolico, intese la sua attività al servizio della scienza e del prossimo. Significativi al proposito alcuni passaggi del suo testamento spirituale, quando parla del "patrimonio di ordine scientifico, umano e cristiano" costituito lungo la sua vita "in un’ansia perenne di elevazione culturale, professionale e spirituale per il bene dei nostri fratelli sofferenti e per la gloria di Dio".

Ritiratosi dalla vita politica, sempre vicino alla Scuola da lui creata, fucina di grandi personalità nella ricerca nel campo della tisiologia, morì a Napoli nel 1969. L’ospedale che per tanti anni diresse oggi porta il suo nome.

Giovanni Martinelli

 

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