Ubicato in una posizione di notevole importanza strategica, al confine con quello che un tempo era il Regno delle due Sicilie, fu a lungo estremo baluardo di difesa della città di Ascoli e frequente teatro di cruente battaglie. Lo testimoniano ancora oggi storici fortilizi quali la Rocca di Morro e il Castello di Folignano. "Castrum Murciae", bastione principale di avanguardia fu conquistato dai romani, dai greci e quindi, nel 578 dal duca di Spoleto, Foroaldo, impietosamente denominato Fieroladro. I primi cenni storici, concernenti Castel Folignano, si evincono da un documento del 1263, allorquando fu saccheggiata dai soldati di Manfredi.

L'attuale Folignano, già "Villa Sancti Iennari", solo tra il XVII e il XVIII sec. iniziò ad acquistare il primato sul vicino castello, che continuò ad ospitare la residenza del Podestà. CASTEL FOLIGNANO Oggi la frazione di Castel Folignano conta circa 150 abitanti e conserva tracce di un passato carico di storia e di tradizioni. E' posizionata al confine con quello che un tempo era il Regno delle Due sicilie. Il Castello (di cui si conservano i ruderi) costituiva una vera e propria roccaforte incombente sulla vallata picena. Sopra i resti del Castello oggi sorge l'attuale ''Palazzo'' con torre Campanaria ed orologio risalente ai primi del secolo. Di Castel Folignano si iniziano a trovare cenni storici dal 1263 quando Manfredi, re delle Due Sicilie, lo saccheggiò con le sue truppe.

Secondo la tradizione il centro abitato sorgeva sul colle S. Cipriano intorno ad un presunto monastero dei benedettini nel periodo in cui il Sacro Romano Impero si trovava in disfacimento e non erano ancora sorti i Comuni. Per esigenze di difesa, il borgo si formò intorno al Castello e dopo la costituzione del Regno delle due Sicilie il territorio divenne oggetto di continue incursioni.

Nel 1344 fu ceduto da Bonifacio IX al Capitano Tibaldeschi di Ascoli come ricompensa per i servizi prestati contro il Duca di Atri. Questa notizia potrebbe essere confermata da uno stemma a sei palle della famiglia Tibaldeschi che si trova su una casa rinascimentale che risale al 1557 (oggi casa parrocchiale). In seguito alla guerra tra Spagnoli e Francesi, il Castello di Folignano fu saccheggiato e le pietre utilizzate per ricostruzioni vicine (secondo Carlucci). L'economia del Borgo si basava sull'agricoltura e sulle attività commerciali di botteghe artigianali. Sicuramente anche questa zona non era estranea a fenomeni di brigantaggio, tanto che il Papa inviò un commissario apostolico per reprimere i fuoriusciti a Castel Folignano. Ma in seguito la frazione passò sotto il dominio del governatore della città di Ascoli. Data la ristrettezza del borgo, gli abitanti cominciarono a trasferirsi in una zona più ampia: l'attuale capoluogo denominato prima Villa S. Gennaro (Villa Sancti Iennarii), e poi Villa di Folignano.

Castel Folignano ha profonde tradizioni religiose. C'è una profonda devozione a S. Cipriano, protettore dei bambini. Non si conoscono le motivazioni storiche all'origine di tale venerazione e non si sa neanche se il santo ricopra un tale ruolo anche in altre parti d'Italia o nel mondo. In occasione della festa del Santo, che si svolge nella seconda domenica di settembre, sono diverse centinaia i bambini accompagnati dai genitori che giungono dalle zone più varie ed in particolare dal vicino Abruzzo, per partecipare alla processione e ricevere la benedizione con la reliquia del Santo e la tradizionale medagliola. Nella stessa Chiesa dove si celebra la benedizione, è conservato il famoso Trittico dell'Alemanno risalente al XV° sec. di particolare valore artistico e spirituale (per i periodi e gli orari di visita, consulta la sezione di questo sito "Piceno da Scoprire).

BIOGRAFIE DEI SANTI PATRONI

S. CIPRIANO Cipriano, di nobile famiglia, visse a Cartagine, nell'Africa Proconsolare, tra il 200/10 ed il 259. Dopogli studi di pratica di rettore, entrò a far parte della comunità cattolica cartaginese verso il 246. Divenuto Vescovo di quella chiesa alla vigilia della persecuzione (248-49), la resse con fede e con forza. Il suo ministero breve e travagliato si coronò con il martirio sotto l'imperatore Valentino (258-59). Vescovo tra i più impegnati nella persecuzione di Decio (250-52) per le chiese d'Africa tentò in ogni modo di organizzare la resistenza, con il consiglio, l'esortazione, la consolazione, ed il denaro, procurando l'unità intera della sua Chiesa universale. Le sue lettere ai martiri rappresentano una delle opere più alte e toccanti dei primi secoli della chiesa. Viene venerato protettore della comunità, insieme al martire S. Gennaro: la sua festa, il 16 settembre viene celebrata dalla comunità di Castel Folignano nella seconda domenica di settembre.

S. GENNARO Gennaro nasce a Napoli nel terzo secolo, probabilmente da nobile famiglia. Pertanto Gennaro non sarebbe un nome, bensì un cognome: indicava l'appartenenza ad un casato nobile: "gens Iaunaria". Gennaro era vescovo di Benevento durante la persecuzione di Diocleziano contro i cristiani. Fu arrestato dal governatore della Campania Timoteo, colpevole di aver fatto visita ai prigionieri cristiani per dare loro conforto. Gennaro fu sottoposto a numerose torture, fino ad essere gettato in una fornace ardente, uscendone sempre illeso. Fu condotto nell'anfiteatro per essere dato in pasto alle belve, ma questa si prostrarono ai suoi piedi, a questo punto il governatore attribuendo questi fatti ad incantesimi e magie, lo condannò alla decapitazione. Il suo martirio avvenne, insieme a quello dei suoi compagni, nell'anno di Cristo 305. Si dice che una donna, forse la nutrice di Gennaro, abbia raccolto il suo sangue, conservandolo in apposite ampolle. Al termine delle persecuzioni contro i cristiani, sotto l'imperatore Costantino nell'anno 313, fu riesumato il corpo del Santo Martire e probabilmente mostrate le ampolle contenenti il suo sangue, e per la prima volta avvenne la sua liquefazione. Comunque, la prima data ufficiale del miracolo della liquefazione è il 17 agosto dell'anno 1389. Le ossa del corpo di S. Gennaro si trovano nella Cattedrale di Napoli, mentre le ossa del cranio e le ampolle contenenti il suo sangue si venerano nella Cappella del Tesoro di S. Gennaro. Difficile stabilire se e quando il culto di questo Santo sia stato introdotto nella nostra Parrocchia, forse uno studio più accurato potrà darci in futuro una possibile, le uniche informazioni utili al riguardo fanno salire questa tradizione già a partire dal XIV° secolo, quando si trovano le prime notizie sulla primitiva denominazione del nostro paese, "Villa Sancti Gennarii". (informazioni tratte dal Notiziario parrocchiale "Mano nella mano, verso il grande Giubileo del 2000", dicembre 1997) Testi forniti dal Servizio Cultura e Beni Culturali della Provincia sulla base delle informazioni trasmesse dai Comuni.

fonte: www.comune.folignano.ap.it

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