Anniversario dell'investitura della Marca di Ancona ad Azzo VI

Accadde nel gennaio del 1210

 

Il 20 gennaio 1210 è una data molto importante nella storia della nostra regione: ricorre l'anniversario dell'investitura della Marca di Ancona ad Azzo VI da parte dell'imperatore Ottone IV. L'atto è redatto a Chiusi in data 20 gennaio 1210. Ne diamo qui di seguito la traduzione.

"In nome della Santa ed individua Trinità, Ottone IV per favore della divina clemenza dei Romani Imperatore sempre Augusto.

L'eccelso soglio imperiale curò sempre avere sotto gli occhi di Sua Mae­stà i segnalati servizi dei suoi fedeli e decorare con congrui onori e benefici i nobili uomini e coloro che, per dilatare il soglio della corona imperiale in tempo di pace vissero fedelmente e sopportarono valorosamente molte fatiche, grandissime angustie e spese, affinché pel com­penso dei doveri compiuti si animino a maggior ossequio verso di noi, ed

altri si diano più volentieri ai nostri servizi.

Sappiano perciò i nostri fedeli e i posteri che noi, in vista dei segnalati servizi resi finora a noi e all'Impero (e che non dubitiamo ci saranno resi in seguito) dal fedele e parente Azzo Marchese d'Este, gli diamo e concediamo tutta la Marca di Ancona cioè la cit­tà di Ascoli con tutto il contado e vescovado; la città di Fermo con tutto il contado e vescovado; Camerino con tutto il vescovado e contado; Umana (=Numana) con tutto il vescovado e contado; Ancona con tutto il contado e vescovado; Osimo con tutto il contado e vescovado; Iesi con tutto il contado e vescova­do; Pesaro con tutto il contado e vescovado; Sassoferrato e Rocca d Appen­nino. Diamo anche al detto Marchese acque, selve, prati, pascoli, campi, vigne, colli, valli fruttifere ed infruttifere, pedaggi, tolonie, placidi, Bando­re, Porti, albergarie, foderi, fondi, eserciti, cavalcate, tutte le cose e giu­risdizioni spettanti all'Impero.

Diamo perciò e concediamo al predetto marchese piena podestà e facoltà di tenere e possedere tutte queste cose (omissis)

Decretiamo pertanto ed ordiniamo con editto imperiale che nessun arcivescovo, vescovo, duca, marchese, conte, visconte, capitano, nessuna città, comune, nessu­na persona alta o umile, secolare od ecclesiastica turbare o mole­stare il detto marchese contro questa concessione della nostra Serenità. Se alcuno vi attenterà, sia costretto a pagare cento libbre d'oro puro, di cui la metà andrà alla nostra Camera e la rimanente metà all'offeso. Per sicura evi­denza ai posteri di quanto sopra, ordinamrno di redigere la presente scrittura e di munirla del Sigillo della Maestà Nostra. Testimoni di ciò sono:

Volfero Patriarca d'Aquileia; Gregorio Vescovo di Arezzo; Enrico Ve­scovo di Mantova Vicario della Curia; Valfredo Vescovo di Chiusi; Salin­verra da Ferrara; Ezelino da Treviso; Bonconte da Montefeltro; Enrico di Ravensbure Camerario; Alberto Struzio monaco; Passaverra prete e Ruffi­no Giudici di Curia e moltissimi Altri.

Segno del Signor Ottone IV Imperatore invittissimo. Io Corrado Ve­scovo Cancelliere dell'Aula Imperiale per il Sig. Teodorico Arcivescovo di Colonia, Arcicancelliere d'ltalia, riconobbi.

Fatto nell'anno dell'Incarnazione del Signore 1210, imperando il glo­rioso Signore Ottone Imperatore dei Romani, anno XII del suo Regno, I del suo Impero.

Dato per mano di Valterio Protonotario presso la città di Chiusi,  20 Gen­naio, indizione XIII»

Da quanto sopra si evince che si parla di Marca e non, al plurale, di Marche.

Quest'ultima denominazione appare per la prima volta negli atti del Congresso di Vienna (1814-1815): In antecedenza, vi era la Marca di Camerino, La Marca di Fermo che si estendeva dal Musone fino a sud di Vasto (Chieti). La Marca di Fermo venne poi inglobata dalla Marca di Ancona (la parte a sud del Tronto era stata occupata dai Normanni).

Nei "Fioretti di San Francesco" si parla di Marca di Ancona; abbiamo San Giacomo della Marca, ecc. Al tempo di Dante era designata come quella regione "che siede tra Romagna e quel di Carlo" cioè Carlo D'Angiò che dominava l'Abruzzo. Regione piccola la nostra: Tutta la sua popolazione è la metà di quella di Roma ed è uguale a quella della sola Milano. Ma ha espresso geni come Bramante, Raffaello, Gentile da Fabriano, Pergolesi, Rossini, Leopardi, Mattei, ecc. E' la regione dove - dice Giorgio Umani - È venuta di casa perfino la Madonna... Che si vuole di più?

 

(1) facendo notare che la voce telonia significa esattoria; placito = la trattazione di affari pubblici; Bandore = corti militari; foderi = vettovagliamenti per l'esercito.

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