Morrovalle è un comune di 10.000 abitanti della provincia di Macerata. Il suggestivo centro storico sorge su una collina rivolta verso la valle del Chienti, a breve distanza dal capoluogo provinciale, mentre la località di Trodica ha conosciuto negli ultimi decenni un forte sviluppo industriale lungo la strada di fondovalle.

Benché il suo territorio sia stato popolato già in epoca romana (sembra che fosse compreso nel mu-nicipio di Pausolae), le origini di Morrovalle affondano nell’Alto Medioevo, da un ministerium de Valle dipendente dal vescovo di Fermo. Sulla collina si formò ben presto un castello chiamato Mor-ro, che a poco a poco si affrancò dal potere episcopale. Intorno al 1290 vi fu fondato un convento di S. Francesco, che oggi sorge poco fuori il centro storico. Probabilmente in questo cenobio si formò il cardinale Giovanni Minio che, divenuto “generale” dell’ordine francescano, secondo il Vasari commissionò a Giotto i celebri affreschi della basilica di Assisi. Anche gli agostiniani si in-sediarono nel paese con un convento e una chiesa dedicata a S. Agostino.

Alla metà del Duecento si affermò a Morrovalle la signoria dei Lazzarini, che avrebbero edificato la propria residenza nella piazza del Comune. Nel 1445 la cittadina fu teatro di una furiosa battaglia fra le milizie dell’avventuriero Francesco Sforza e le truppe pontificie, da cui uscì in gran parte di-strutta. Nel 1475 S. Bernardino da Siena vi fondò il Monte di Pietà, il cui palazzetto (ex sede del podestà) fronteggia ancora, in piazza Vittorio Emanuele, la Torre civica. 
La storia religiosa di Morrovalle fu segnata nel 1560 dal cosiddetto miracolo eucaristico, che sa-rebbe avvenuto nella chiesa di S. Francesco quando un’ostia consacrata fu ritrovata integra dopo l’incendio dell’edificio. La chiesa fu ricostruita allora in forme imponenti.

Fu originario di Morrovalle il letterato Domenico Lazzarini (1668-1734), a cui è intitolato oggi il piccolo teatro della cittadina. Una curiosità della letteratura italiana è costituita dalla storia d’amore che il poeta romano Giuseppe Gioacchino Belli intrecciò con la marchesa di Morrovalle Vincenza Roberti, cui dedicò un vero canzoniere amoroso.

Nel convento dei padri Passionisti di Morrovalle S. Gabriele dell’Addolorata compì il suo novi-ziato tra il 1856 e il ‘58. Il santo vi è ancora oggi venerato. Annessa al convento è la chiesa della Madonna della Quercia. Notevole fu il contributo di Morrovalle alla causa dell’Unità d’Italia, soprattutto attraverso il conte Francesco Saverio Grisei, che nel settembre 1860 fece prigionieri circa 300 soldati pontifici sban-dati dopo la battaglia di Castelfidardo.

Negli ultimi decenni Morrovalle ha dato vita a diverse istituzioni culturali: il Museo-Pinacoteca in-ternazionale del Presepio, nonché il Museo civico-Pinacoteca e la Biblioteca comunale, ospitati nel bel palazzo Lazzarini, di origini medievali, ma dagli interni ottocenteschi.

Varie sono le manifestazioni, religiose e non, promosse dalla Pro Loco: il suggestivo Presepe vi-vente che rivive ogni anno tra i vicoli del paese, la notte del 10 agosto chiamata Calici di stelle e la festa del patrono S. Bartolomeo (24 agosto). Da ricordare anche le attività culturali promosse dal locale Archeoclub e dalla Fototeca comunale.

a cura di Pierluigi Cavalieri

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