Montegranaro, la storia

Montegranaro è un comune di oltre 13.000 abitanti della provincia di Fermo. Il nucleo urbano sorge su un crinale collinare a 279 m. s.l.m. che si innalza tra la valle del Chienti e quella dell’Ete Morto.

A lungo si è ritenuto che questo tipico centro medievale fosse nato dalla città romana di Veregra, ma non sono state trovate ancora prove archeologiche che lo dimostrino. È certo invece che Mons Granarius, con tre chiese e molte terre, fu donata dagli imperatori carolingi Ludovico il Pio e Lotario I nel IX secolo alla potente abbazia di Farfa. Da allora essa svolse per secoli la funzione di “riserva” granaria di quella abbazia. Uno dei monumenti più singolari di Montegranaro risale a questo periodo: si tratta della Cripta di S. Ugo, chiesa benedettina che sorgeva isolata prima del Mille, ma che oggi è annessa alla settecentesca chiesa dei SS. Filippo e Giacomo. La Cripta, a navata unica, voltata a botte, contiene un interessante ciclo di affreschi datato 1299.

Al dominio dei farfensi subentrò quello della città di Fermo. Montegranaro riuscì a diventare comune autonomo solo nel XIII secolo. A questo secolo risale l’insediamento dei francescani che edificarono la chiesa dedicata al santo di Assisi e il loro convento fuori le mura. Entrambi gli edifici sarebbero crollati nel 1586 e ricostruiti dopo il 1603. Il convento, oggi sede della Biblioteca comunale, viene chiamato Palazzo Francescani.

In un censimento del 1340 Montegranaro risulta avere una popolazione di circa 2200 abitanti, mentre il cardinale Albornoz, pochi anni dopo, la classifica come terra mediocris (comune di medie dimensioni).

Nel 1387 si trova sotto la signoria della famiglia veneziana degli Zeno. In seguito, pur nelle alterne vicende degli scontri tra signorie e fazioni guelfe e ghibelline, Montegranaro fu quasi sempre alleata o soggetta a Fermo. Dal 1433 al 1445 subì, come tutti i comuni della Marca, la signoria di Francesco Sforza. 
Tornata sotto il governo ecclesiastico vi rimase fino all’età napoleonica, seguendo poi le vicende del restaurato Stato Pontificio e, dopo il 1860, del Regno d’Italia.

Da ricordare il culto del frate cappuccino S. Serafino da Montegranaro (1540-1607), cui la città natale, che lo adottò come patrono, volle dedicare un grande santuario nel 1777.

Nel 1861 la popolazione di Montegranaro ascendeva a soli 1500 abitanti, ma un’attività economica iniziata già in questo secolo, la manifattura delle calzature, ne avrebbe accresciuto la popolazione facendone, nella seconda metà del Novecento, uno dei più importanti centri industriali delle Marche. All’inizio dell’Ottocento a Montegranaro fabbricava già la “chiochiera”, una sorta di pantofola di stoffa. Più tardi si passò alle scarpe in pelle, tanto che già nel 1861 se ne producevano 120.000 paia l’anno, mentre nel 1904 si superò il milione di paia.

Un grande personaggio nativo di Montegranaro nel XX secolo fu l’avvocato Giovanni Conti (1887-1957), uomo politico repubblicano, senatore e vice-presidente dell’Assemblea Costituente nel 1946.

L’industria calzaturiera continua ad essere l’attività preminente di Montegranaro, oggi riconosciuto come uno dei centri più rinomati di questa produzione a livello internazionale.

Nel campo della cultura Montrgranaro si segnala oggi per l’Auditorium “Officina delle arti”, dedicato ad attività musicali e teatrali e per il Veregra Street Festival, grande kermesse degli artisti di strada, che si tiene nell’ultima settimana di giugno nel centro storico.

Montegranaro emerge anche per le attività sportive, con il Villaggio dello Sport, il Palazzetto dello Sport e soprattutto con la squadra di pallacanestro Sutor Basket, che milita in serie A1 da diversi anni.

a cura di Pier Luigi Cavalieri

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