Mogliano è un centro collinare di circa 4800 abitanti della provincia di Macerata che vanta un centro storico ricco di valori storico-artistici.

Una stele in arenaria con iscrizione medio-adriatica testimonia un popolamento piceno del suo ter-ritorio già nel VII-VI secolo a.C. In epoca romana l’area di Mogliano fu legata alle due vicine città di Urbs Salvia e Pausulae, mentre nell’Alto Medioevo fu curtis longobarda e poi possesso dei Farfensi del Piceno.

Sviluppatasi dopo il Mille come castello, fu dominata, dalla fine del sec. XII alla metà del ‘400, dai signori “da Mogliano”, da Fildesmido al più noto Gentile, che nel 1345 divenne signore di Fermo e governò la città episcopale fino al 1355. Mogliano divenne allora un “castello maggiore” di Fermo, permanendo in tale condizione fino al periodo napoleonico.

Tra ‘500 e ‘700 questa cittadina conobbe periodi prosperità, che si riflettono nelle sue tante chiese che si sono arricchite via via di opere d’arte. Ad esempio la chiesa di S. Maria di Piazza conserva al suo interno la Madonna in gloria e santi, preziosa pala di Lorenzo Lotto del 1548. Annesso è l´oratorio della Madonna della Misericordia (1420) edificato per scongiurare una pestilenza. Nel piano superiore sono oggi raccolte suppellettili sacre, statue e dipinti che costituiscono l’interessante Museo parrocchiale.

Opera della fine del Quattrocento è l’affresco del Cristo Crocifisso che si trova nella chiesa del Ss. Crocifisso. L’edificio, ricostruito in eleganti forme neoclassiche nei primi anni dell’800, è oggi un noto santuario. Intitolazione analoga aveva avuto nel 1579 la porticata chiesa del SS. Crocifisso d´Ete, in località Santa Croce.

La chiesa urbana di S. Gregorio Magno, la cui facciata è preceduta da una bellissima duplice scalinata settecentesca, custodisce la pala d´altare di Durante Nobili da Caldarola. Va ricordata anche la seicentesca chiesa di S. Colomba, dotata di un incantevole chiostro con lunette affrescate. Durante Nobili vi ha lasciato una Madonna in trono datata 1554 e l’artista moglianese G.B. Fagiani ne ha affrescato il soffitto a cassettoni.

Molto legato alle forti tradizioni religiose di Mogliano è il monastero di San Giuseppe, costruito nel 1630 dalle Benedettine di Cassino che vi rimasero per circa due secoli. Nel 1855 esso fu concesso alle suore di San Giuseppe di Torino, che tuttora lo occupano. Vi è annessa la leggiadra chiesa rococò dei Ss. Grisogono e Benedetto.

Tra gli edifici civili spicca Palazzo Forti, ora sede del Comune. Edificato tra fine ‘500 e inizio ‘600, esso è dotato di mobilio, quadri, decorazioni, soffitti lignei e di un delizioso studiolo affrescato, del Sei-settecento. Il palazzo ospita oggi la Pinacoteca e il Museo Comunale.

Questo centro collinare ha avuto per lunghi secoli un’economia agricola (va ricordato l’olivo detto piantone di Mogliano, diffuso in tutta l’area maceratese), ma negli ultimi decenni ha saputo sviluppare diverse attività artigianali, come la fabbricazione di mobili in giunco e vimine, la pellette-ria e la lavorazione delle stoffe e della lana.

Dal 1962 ogni Venerdì Santo Mogliano ospita una delle più suggestive rievocazioni della Passione di Cristo delle Marche, mentre nel mese di luglio vi si tiene l’originale rievocazione storica “Mogliano 1744?, che offre un interessante spaccato di vita settecentesca.

a cura di Pierluigi Cavalieri


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