Nata nel 2002, l’Associazione “Casa della Memoria” svolge un compito arduo ed interessante allo stesso tempo: recuperare la storia del campo di prigionia di Servigliano. Tale scopo viene perseguito attraverso la ricerca e la raccolta di documentazione cartacea, presente negli archi comunali, di Stato e militari e mediante il recupero di testimonianze dirette ed indirette.

Dal primo filone ha preso il via la scrittura di una serie di libri, alcuni dei quali pubblicati dalla stessa associazione. Il secondo ha portato alla realizzazione di un progetto che da sei anni lega la “Casa della Memoria” alle scuole del territorio.

Il materiale reperito, suddiviso in moduli, viene infatti utilizzato per permettere agli alunni delle scuole elementari e medie di approfondire diversi argomenti. L’associazione, in pratica, fornisce una presentazione storica della vicenda in questione, mostra agli studenti un documentario con testimonianze audio-video registrate, accompagna i ragazzi in visita al campo, per poi condividere con loro pensieri e riflessioni. Per non disperdere questo prezioso patrimonio storico è molto importante divulgarne i contenuti. Ecco allora che ogni anno l’associazione organizza quattro eventi alquanto significativi. A gennaio, in occasione del “Giorno della Memoria”, si tengono convegni ed incontri a cui partecipano testimoni e storici, volti a focalizzare l’attenzione sul coinvolgimento degli italiani nell’Olocausto. Durante questi appuntamenti viene presentata la figura dei Giusti, persone ufficialmente riconosciute dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme, che in periodi di guerre e violenze hanno aiutato chi rischiava di essere deportato.

In occasione del “Giorno del Ricordo”, a febbraio, la “Casa della Memoria” organizza una serie di iniziative per ricordare quanto accaduto dopo la Seconda Guerra Mondiale con la perdita dei territori dell’area giuliano-dalmata e con l’inizio dell’esodo degli Istriani verso l’Italia. A Servigliano, in quel periodo, sono infatti passati circa cinquanta mila profughi, moltissimi dei quali provenienti dalle ex colonie africane e dal Dodecaneso. A ridosso del 25 aprile, ogni anno si tiene un incontro sulla Resistenza civile, la Resistenza “combattuta” in modo non armato da quelle famiglie che hanno ospitato prigionieri alleati, ebrei e renitenti alla leva, a rischio della propria vita. A novembre l’associazione affronta il tema della letteratura di frontiera. Il campo di Servigliano può infatti essere considerato una sorta di frontiera interna, un luogo abitato durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale e nel periodo della Guerra Fredda da prigionieri di moltissime nazionalità diverse.

Finalità dell’iniziativa è favorire relazioni culturali e letterari tra autori che vivono l’esperienza della frontiera, espressioni di minoranze che devono essere rispettate, dovendo dialogare con una maggioranza linguistica e culturale. Tra le sue molteplici attività la “Casa della Memoria” ha sviluppato e continua a sviluppare rapporti con diversi Istituti europei che si occupano di storia, tra cui il Monte San Martino Trust di Londra, la Maison d’Izieu e l’Association Patrimoine, Memoire, Historie du Pais de Dieulefit in Francia,La Rosa Bianca di Monaco.

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