Ancona, tra Muse e Sperimentale

undici spettacoli per la stagione 2017-2018


da: Dom, 22. Ottobre 2017
 a: Dom, 8. Aprile 2018
feriali ore 20.45; festivi ore 16.30
Teatro delle Muse e Teatro Sperimentale
ANCONA, AN
071.52525
www.marcheteatro.it
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Al via la Stagione Teatrale 2017/18 di Ancona. Il programma diviso tra il Teatro delle Muse e il Teatro Sperimentale propone in abbonamento 11 titoli, un’ampia panoramica di attori e registi di diverse generazioni, amati dal pubblico a cavallo tra teatro e cinema.

Si parte dal 19 al 22 ottobre al Teatro delle Muse con il musical Mamma mia! diretto da Massimo Romeo Piparo. Dopo oltre vent’anni di successi planetari, il travolgente Musical con le canzoni degli ABBA che ha fatto ballare il mondo intero per tre generazioni, verrà rivisitato e presentato al pubblico italiano con una nuova regia, nuove coreografie, nuove scene e costumi, nuovi arrangiamenti, con orchestra dal vivo e più di trenta persone in scena.

Dal 4 al 12 novembre al Teatro Sperimentale in prima nazionale Carlo Cecchi porta in scena come attore e regista e ne cura anche l’adattamento Enrico IV di Luigi Pirandello. Con la modernità, l’ironia, l’essenzialità, il Maestro della scena italiana affronta questo capolavoro che è uno studio sul significato della pazzia e sul tema caro a Pirandello del rapporto complesso tra personaggio e uomo, finzione e verità.

Dal 30 novembre al 3 dicembre al Teatro delle Muse arriva La guerra dei Roses dal romanzo di Warren Alder diretto da Filippo Dini, con Ambra Angiolini nella parte che fu di Kathleen Turner nel film di successo di Danny De Vito.

Dal 14 al 17 dicembre alle Muse va in scena L’anatra all’arancia, spettacolo cult del teatro comico, titolo emblematico di quella drammaturgia che suscita comicità con classe e attraverso un uso sapiente e sottile della macchina teatrale. Protagonisti sono Luca Barbareschi e Chiara Noschese con Gianluca Gobbi, Margherita Laterza e con la partecipazione di Ernesto Mahieux, la regia è di Luca Barbareschi.

La Stagione Teatrale prosegue dall’11 al 14 gennaio al Teatro delle Muse con Re Lear di William Shakespeare, regia Giorgio Barberio Corsetti, con Ennio Fantastichini (nel ruolo di Re Lear), Michele Di Mauro, Roberto Rustioni, Francesco Villano, Francesca Ciocchetti, Sara Putignano, Silvia D’Amico, Mariano Pirrello, Gabriele Portoghese, Andrea Di Casa. Dal 18 al 21 gennaio alle Muse per la prima volta a teatro arriva il capolavoro di Umberto Eco (foto) Il nome della rosa, versione teatrale di Stefano Massini, con la regia di Leo Muscato che dirige un cast di grandi interpreti, in un crossover generazionale che non mancherà di animare un testo scritto per la scena ma all’altezza del grande romanzo.

Dall’1 al 4 febbraio al Teatro delle Muse torna Shakespeare con Sogno di una notte di mezza estate con tra gli altri in via di definizione: Stefano Fresi nella parte di Bottom, Paolo Ruffini è Puck, Violante Placido nel ruolo di Titania, per la regia di Massimiliano Bruno. Mito, fiaba, e quotidianità s’intersecano continuamente all’interno di questa originale versione del noto testo shakespeariano.

Dal 14 al 18 febbraio al Teatro Sperimentale va in scena una delle Compagnia più acclamate degli ultimi anni, Carrozzeria Orfeo, con la loro ultima creazione, co-prodotta anche da Marche Teatro, Cous Cous Klan.

Dal 3 all’11 marzo, uniche date nelle Marche, al Teatro Sperimentale, per Toni Servillo in Elvira (Elvire Jouvet 40) di Brigitte Jacques © Gallimard, traduzione Giuseppe Montesano, regia dello stesso Toni Servillo, grande protagonista della scena nazionale e internazionale e del nostro cinema nel mondo.

Dal 22 al 25 marzo al Teatro delle Muse la Compagnia di Luca De Filippo diretta ora da Carolina Rosi porta in scena a 70 anni dalla sua prima assoluta, Questi fantasmi! di Eduardo de Filippo con la regia di Marco Tullio Giordana.

La Stagione si chiude dal 5 all’ 8 aprile al Teatro delle Muse con una commedia di Carlo Goldoni, La vedova scaltra, tra i protagonisti Francesca Inaudi e Giuseppe Zeno, adattamento e regia sono di Gianluca Guidi. La vedova scaltra rappresenta non soltanto uno dei momenti alti e divertenti della commedia goldoniana, ma soprattutto il simbolo del cambiamento dell’autore, che dal teatro delle maschere tipico della Commedia dell’Arte passa a quello dei personaggi presi dal reale.

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