17° Pergolesi Spontini Festival

a Jesi, Maiolati Spontini, Ancona, Apiro, Loreto, Monsano, Serra De’ Conti, Ostra


da: Lun, 7. Agosto 2017
 a: Dom, 17. Settembre 2017
Teatro Pergolesi
JESI, AN
0731.202944
www.fondazionepergolesispontini.com
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Dal 'vero' falso diario di Caravaggio, con lo zampino di Camilleri, ai fiumi di note attribuite a Caccini, Donizetti, Vivaldi, Albinoni e invece realizzate 'solo' da abili colleghi. Fino a scoprire che nemmeno Bach si sottrasse alla tentazione del falso, dovendo comporre lo Stabat Mater. È dedicato al Falso d'Autore il XVII Festival Pergolesi Spontini, kermesse della Fondazione Pergolesi Spontini dedicata ai due compositori marchigiani, che torna dal 7 agosto al 17 settembre, in piazze e luoghi d'arte di Jesi, Maiolati Spontini, Apiro, Loreto, Monsano, Serra De' Conti, Ostra. In programma, 30 appuntamenti tra opere, concerti e spettacoli musicali, alla scoperta delle più clamorose false attribuzioni, travestimenti, parodie e biografie immaginarie di grandi artisti, e che prendono spunto proprio dall’interesse e dalla mistificazione di cui il giovane e fecondissimo Pergolesi, morto appena ventiseienne, divenne oggetto subito dopo la morte. 

Novità di questa edizione, il percorso “Festival in progress” con due sezioni: “Contaminazioni”, dal 7 al 10 agosto, in collaborazione con Jesi Jazz Festival, con concerti incentrati sull’arte della variazione nel centro storico di Jesi, e “Mutamenti”, dal 29 al 30 agosto, spettacoli nei quali la tradizione clownistica e le tecniche del circo contemporaneo dialogano con l’esecuzione dal vivo di musiche della tradizione popolare ma anche del repertorio colto, dal barocco al Novecento. Le manifestazioni, in collaborazione con El Grito -Circo contemporaneo all’antica, animeranno la Piazza delle Monachette a Jesi. 

Dal 1 al 17 settembre, il XVII Festival Pergolesi Spontini propone appuntamenti musicali su tre binari: “Biografie immaginarie” di uomini illustri; “Travestimenti” di musiche e testi che variano di genere - dal sacro al profano o passano da un autore all’altro, in un gioco di appropriazioni o di false attribuzioni;  “Falsi da leggere” testi di illustri o anonimi falsari, costruiti ad arte per condizionare l’opinione pubblica o per ingannare il mondo letterario, che hanno trovato eco nell’ispirazione di musicisti importanti.

Inaugurazione il 1 settembre, a Jesi, con tre appuntamenti che si susseguono: lo Stabat mater di Pergolesi - eseguito dall’ensemble Le Banquet Céleste, diretto da Damien Guillon che canta anche la parte del contralto, accanto al soprano Emmanuelle de Negri (ore 21, Teatro Pergolesi) - seguito da Stabat mater in jazz (Piazza della Repubblica) rilettura del capolavoro pergolesiano con Giuliana Soscia & Pino Jodice Quartet, e da “Jazzin’ around Baroque”, una jam session su temi dal recitar cantando e dal barocco italiano.

L’evento dell’8 settembre, al Teatro Pergolesi di Jesi, ore 21, è l’opera “Il colore del sole” con la musica di Lucio Gregoretti, in prima esecuzione assoluta, tratta dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri: al centro della vicenda è il diario di Caravaggio, che Camilleri dichiara aver avuto tra le mani in circostanze misteriose e da cui ha copiato alcune, preziose pagine. Direttore è Gabriele Bonolis sul podio dell’Ensemble Roma Sinfonietta; regia, scene, costumi sono di Cristian Taraborrelli. Il nuovo allestimento della Fondazione Pergolesi Spontini è realizzato in coproduzione con il Teatro Comunale di Modena. Tra le rarità, i concerti “Falsi da leggere”, messi in scena da Giovanni Sinopoli, con alcuni dei testi più eclatanti presentati come autentici da illustri o anonimi falsari: in programma, i Canti di Ossian (in realtà scritti da James Macpherson); i Protocolli dei savi di Sion, divenuti strumento di propaganda nazista; le Chanson De Bilitis (ma mai scritte dalla poetessa coeva di Saffo) con musiche di Debussy; il falso lascito di Costantino alla Chiesa romana; le canzoni siciliane di Luigi Capuana che tanto provocarono i dantisti;  le liriche che il poeta Olindo Guerrini pubblicò nel 1877 attribuendole ad un cugino, Lorenzo Stecchetti.

A corredo del Festival, numerosi eventi collaterali tra cui la mostra di fotografia di Lucas Dragone “Documenting Performing Arts”.

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