Amare un'ombra

omaggio a Montale poeta e pittore


da: Gio, 1. Dicembre 2016
 a: Dom, 16. Aprile 2017
Pinacoteca civica
SAN SEVERINO MARCHE, MC
Mappa

Viene prorogata fino a Pasqua, e non chiuderà più i battenti come previsto a fine gennaio, la mostra “Amare un’ombra, omaggio a Montale poeta e pittore”, ospitata nella prestigiosa sede espositiva della Pinacoteca civica “Padre Tacchi Venturi”. L’evento, patrocinato dal Comune di San Severino Marche, presenta alcuni disegni inediti del poeta premio Nobel, insieme alla riproposizione degli Xenia 1, stampati in assoluto per la prima volta in città dalla tipolitografia Bellabarba il 20 ottobre del 1966 a tre anni esatti dalla morte della moglie di Eugenio Montale, Drusilla Tanzi, chiamata dal poeta col nomignolo “Mosca”.

L’iniziativa che cade anche a 120 anni dalla nascita del poeta, fornisce un’occasione unica per far conoscere un piccolo tesoro culturale della nostra provincia, per mostrare all’Italia che anche tra le ferite del terremoto l’arte e la cultura resistono, sono vive e fruibili. Dell’esposizione di recente si è occupato, con un ampio articolo pubblicato per la rubrica “Agorà” nelle pagine della cultura, anche il quotidiano dei vescovi “Avvenire”. Nello stesso Pietro Gibellini, autore di un puntuale reportage, scrive: “L’iniziativa di San Severino intende anche in futuro valorizzare il thesaurus dell’archivio Zampa”. Gibellini ricorda che la mostra verrà replicata a Stoccolma, dove Montale fu coronato con il Nobel per la letteratura.

“Ma perché celebrare nelle Marche il cinquantesimo della raccoltina (gli Xenia, ndr.), certo la migliore della seconda stagione montaliana? Prima di includerla in Satura, il poeta volle che Xenia uscisse in pochi esemplari e in veste dimessa affidandosi all’amico Giorgio Zampa, germanista e critico militante. Zampa, nativo di San Severino, cui rimase legato anche quando l’attività di docente universitario e giornalista l’aveva spostato a Milano, si affidò a una tipografia del paese d’origine. La plaquette che ne uscì nel 1966 era di impeccabile eleganza nella sobrietà. Reca un manipolo di testi tra i più convincenti del Montale maturo, il quale con inusitato ripiegamento intimistico confessa che senza la sua “Mosca”, nomignolo della minuscola Drusilla, con gli occhi ingigantiti dalle spesse lenti da miope, si sente perduto. Letti di seguito gli Xenia – spiega ancora il giornalista di Avvenire – ci rivelano un Montale nuovo: non il poeta agonistico e sordo allo “scordato strumento cuore”, ma un’anima smarrita che riallaccia il dialogo con l’amata e devotissima credente Drusilla, suo angelo visitatore”.

Il poemetto diventa un minuscolo trattato sulle cose ultime”. Da quel minuscolo trattato ecco dunque la mostra “Amare un’ombra”, vero omaggio al grande Montale poeta che ancora fa parlare di sé, alla sua opera, al suo profilo ancora inedito (quello di Montale pittore) ma a una città, San Severino Marche, che tra i suoi tesori annovera anche questo e molto altro ancora.

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