Tra coriandoli e merletti

nel paese del sorriso. Ecco come scoprire Offida (AP), uno dei Borghi più belli d'Italia

di Chiara Giacobelli

Febbraio, si sa, è il mese del Carnevale. Coriandoli, trombette e maschere sono i grandi protagonisti di questo periodo dell’anno, specialmente ad Offida, cittadina del Piceno conosciuta proprio per il secolare Carnevale Storico. Dedichiamo quindi la passeggiata insolita di questo mese proprio a tutti coloro che, con o senza maschera, si recheranno ad Offida (uno dei Borghi più Belli d’Italia) per veder volare coriandoli nell’aria.

Innanzitutto, spendiamo qualche parola sui due gioielli artistico-architettonici che il paese offre. Il primo è la Chiesa di Santa Maria della Rocca, del XIV secolo. L’affascinante storia che nasconde, legata a Longino d’Azone (un tempo signore di queste terre) risale addirittura all’anno Mille e vale la pena di essere scoperta nel corso di una visita. Gli ultimi reperti legati a Longino sono stati riportati alla luce solo negli anni Settanta del Novecento: si tratta di due lastre di piombo con scritte sepolcrali di antichissima origine.

Altrettanto antica è la cripta della chiesa, che nell’abside centrale mostra preziosi dipinti attribuiti al Maestro di Offida. Il secondo gioiello della città è invece il Teatro Serpente Aureo, uno dei teatrini storici più belli d’Italia. Rimodernato nel 1862 in stile barocco, presenta una coloratissima volta centrale affrescata da Alcide Allevi e un atrio adornato dalle statue delle Muse delle Arti.

Ma la vera particolarità è costituita dal vecchio sipario del Magini (1826), in cui è raffigurato Apollo insieme alle Muse, nel Tempio del Serpente d’Oro (da cui il nome del teatro stesso). Arriviamo quindi a ciò che, più di ogni altra cosa, rende Offida così famosa. Sto parlando ovviamente del Merletto a Tombolo, una tradizione tanto antica da perdersi nei secoli. Sembra che già nel 1300 questa attività fosse conosciuta e apprezzata (tanto da venir persino riprodotta nelle opere del Maestro di Offida e di Simone De Magistris), anche se è solo nel 1600 che la produzione vide un rapido incremento. Si racconta, a tal proposito, che gli uomini fossero soliti applicare i deliziosi merletti nelle proprie armature quando andavano in combattimento e le donne, per ricambiare la cortesia, abbellissero la propria biancheria intima con pizzi e decorazioni fatte a mano.

Nel XX secolo, con la consacrazione del merletto sulla scena nazionale, venne aperta ad Offida un’apposita scuola per imparare questa originale arte. In men che non si dica, arrivarono allievi da ogni dove e così il piccolo borgo delle Marche finì per diventare ufficialmente “La città del Merletto a Tombolo”. Oggi ripercorrerne la storia è possibile semplicemente varcando la soglia del Museo ad esso dedicato, ospitato nelle sale di Palazzo De Castellotti.

Ma non è tutto qui! Le tracce del merletto sono in realtà disseminate in lungo e in largo per il centro storico, in quadri, piazze, palazzi. Senza svelarvi tutto ciò che potrete trovare e che vi stupirà, vi consiglio di iniziare la ricerca proprio dalle porte di Offida, dove vi accoglierà il celebre Monumento delle Merlettaie. Realizzato nel 1983 dallo scultore Aldo Sergiacomi, è un gruppo bronzeo che riproduce perfettamente i lineamenti di una bambina, un’adulta e un’anziana. La scelta delle tre figure ha un significato ben preciso, ma lascio a voi il divertimento di scoprirlo!

Informazioni aggiuntive

  • citta: OFFIDA
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