Posto magico, incantato e leggendario, dove il mistero è signore assoluto, insieme di straordinaria bellezza e suggestione come pochi se ne possono trovare nel nostro paese. Chiunque saprà indicartene la strada per una visita. Questi due enormi massi calcarei, il Sasso Simone e il suo vicino fratello, il Simoncello, dominano un paesaggio formato da fitte e misteriose foreste, pascoli e tormentati calanchi argillosi, dall'alto dei loro 1200 metri sul mare. Qui gli spazi sono liberi, la natura è selvaggia, il silenzio sacro. Dei molti sentieri che conducono ai Sassi, ti consigliamo quello che, partendo dalla Cantoniera di Carpegna, si addentra nella foresta, offrendoti una passeggiata fresca e ristoratrice.

L'ambiente ospita piante e animali numerosi e rari, tanto da essere stato trasformato, nel 1994, in Parco Naturale, attrezzato con zone di sosta e luoghi di partenza e di arrivo per piacevoli escursioni all'interno dell'area protetta. Il Sasso Simone è un singolare esempio di enorme "Zattera Vagante". L'aspetto da intruso si nota immediatamente quando, in un paesaggio di morbide colline, ove Carpegna è adagiata, s'incontra questo mastodontico altopiano roccioso dalle pareti verticali che lo inquadra con certezza come elemento estraneo alla natura del luogo.

In effetti, andando a vedere rapidamente la sua struttura, ci accorgiamo che esso è formato da rocce ricche di sedimenti: formatosi in mare, ha imprigionato miliardi di esseri marini d'ogni genere che oggi sono parte fondamentale della composizione di questo monte ("…la sostanzia di tal sasso è di pietra travertino durissimo entro del quale vi si vedono echini et altre ostriche di varia qualità totalmente impietriti…").

Il Sasso Simone è arrivato qua circa tre milioni di anni fa, nel corso del Pliocene, scivolando sui viscidi terreni argillosi.Nato in fondo al mare nell'Era Terziaria, quindici milioni di anni fa, precisamente nel Tirreno settentrionale, è parte di un'enorme massa che, emergendo dall'acqua e traslando da occidente ad oriente, è andata via via sgretolandosi lasciando pezzi dal Casentino al Monte Fumaiolo e giungendo fino all'Adriatico, dove termina bruscamente con la rupe del Monte Titano (La repubblica di San Marino, oggi, poggia su questa roccia). E' possibile vedere numerosi fossili raccolti sul Sasso Simone e Simoncello presso la Geoteca della Vallata del Carpegna, realizzata dal Comune di Carpegna grazie alle donazioni di alcuni cittadini ed al lavoro del Dott. Vittorio Lombardi.

La sua mole è ormai parte talmente caratteristica del paesaggio da essere diventato in assoluto il divo più fotografato dai turisti. Con il suo inconfondibile profilo è diventato il simbolo della zona. Meta obbligatoria di ogni turista, puoi arrivare fin qui a piedi, a cavallo o in Mountain-Bike, attraverso i bellissimi sentieri immersi nella foresta che lo raggiungono. Sul vasto altopiano potrai ammirare lo stupendo panorama e, nelle giornate particolarmente limpide che oggi sono sempre più rare… "dalla sua sommità si vede quasi tutto il golfo Adriattico incominciando dalli monti di Ancona fino a Venezia. Quando poi l'aria è chiara si vedono le montagne di là dal detto golfo, supposte le montagne della Dalmazia e Schiavonia; dalla parte poi del settentrione si vede con l'occhio tutta la Romagna alta e bassa e con il canochiale si vedono le montagne di Trento et altro vasto paese della Lombardia. Verso mezzogiorno si vede tutto lo stato di Urbino e tutta la provincia dell'Umbria" (cronista del '700). Sembra debba l'origine del suo nome ad un eremita venuto dall'oriente, detto appunto "Simone", che stabilì qui la sua isolata dimora spirituale. Il Sasso fu frequentato fin dall'età del bronzo, lo dimostrano i numerosi reperti rinvenuti sull'altopiano.

Intorno all'anno 1000, complice un periodo climatico particolarmente favorevole, vi fu costruita un'abbazia benedettina, San Michele al Sasso, sulle rovine di un precedente santuario Longobardo. Costruita l'abbazia, accorrono i contadini a coltivare l'ampia spianata avuta in affitto dai monaci. Sul vasto pianoro si iniziano a coltivare cereali, lino, piselli. Alla base del monte i prati si popolano di gente e di bestiame per le grandi fiere estive. Purtroppo, la vivacità del luogo durerà poco: cessati i favori climatici, già nel 1200 i monaci sono costretti a rifugiarsi nel vicino Castello di S. Sisto per trascorrervi gli inverni che anno dopo anno si fanno sempre più ostili.

L'abbazia andrà via via perdendo importanza, e nel 1490 solo la chiesetta di San Michele Arcangelo era ancora in piedi, sebbene in rovina. Il Sasso Simone riprende vitalità nel 1566 con la posa della prima pietra e la solenne cerimonia per la costruzione della "Città del Sole", un farneticante progetto voluto da Cosimo de' Medici per simboleggiare il potere centrale della casata.

fonte: www.comune.carpegna.pu.it

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  • citta: CARPEGNA
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