Le prime notizie storiche risalgono al 1290 quando Monsano era ancora "Villa", ma nel XV sec. grazie alla sua posizione protetta dentro le mura ormai costruite, fu ampliata e rimodernata, e divenne Parrocchia. Due secoli dopo era di nuovo pericolante, anche se abbellita da molte e notevoli opere d'arte.

Forse il terribile terremoto del 1741 la fece crollare del tutto, tanto che quello zelante restauratore di edifici sacri che fu il vescovo Antonio Fonseca, certo spinto dal volitivo parroco Carlo Michelini fece sì che in soli 14 mesi fosse a fundamenta de novi erecta nella morfologia attuale. L'impegno fu tale che nel 1751, alla consacrazione, era ex omni parte perfecta. Delle decorazioni della vecchia chiesa non rimane che un crocifisso ligneo ed una bellissima tela di Claudio Ridolfi (1560 c.a.) di tipica inquadratura controriformista della Vergine con Bambino e S.S. Francesco e Stefano. Opere settecentesche sono all'Altare Maggiore (Vergine con Bambino, S.Pietro, S.Paolo e S.Gregorio papa, patrono di Mondano con Vincenzo, di Domenico Valeri), all'altare del Transito di S.Giuseppe (D.Valeri); all'altare della Madonna della Gloria con S. Lucia e S.Vincenzo Ferreri (Francesco Michelini).

La chiesa è abbellita da un bell'organo di Sebastiano Vici e Angelo Moretti di Perugia del 1828 (27 canne e 50 tasti) e da un paliotto ligneo dorato e laccato del 1705. Sorta con l'annesso convento all'inizio del sec. XVI per opera della Confraternita del SS. Sacramento, fu affidata per circa un secolo agli Apostolini perché diffondessero il culto della Madonna del Soccorso, ma fu un fallimento. Rimasta in commenda cardinalizia si degradò rapidamente finché il vescovo Alessandro Fedeli la restituì alla Confraternita che ancora oggi ne mantiene il possesso. La ricostruzione fu rapida e dignitosa, la manutenzione attenta, gli abbellimenti costanti, dai dipinti del Valeri ed organo di Attili di Ortezzano a decorazioni e stucchi barocchi forse non sempre di gusto eccelso.

L'originario titolo di Madonna del Soccorso pian piano si è perso (come pure l'antica immagine della Vergine) mutandosi in quello di SS. Sacramento. Nel bosco di lauri sacri, driadi e naiadi forse custodivano un tempietto per il Dio Apollo e le sue muse.O almeno così ci suggeriscono i pochi, ma pregevoli frammenti qui ritrovati nel 1961 da Domenico Albanesi. Certo è che nel XII sec. c'era una chiesetta, S.Maria de Lauriola di cui oggi ancora è visibile il protiro ed una parete laterale. Ampliata nel XIII secolo, è in prima pagina nelle cronache del 1471, quando la Vergine apparve qui a frà Giordano per chiedere l'edificazione del santuario di S.Maria fuor di Monsano.

Scaduta nella devozione nei secoli successivi, fino a diventare deposito di attrezzi e dopo aver rischiato la demolizione, nel 1871 fu ristrutturata completamente per volontà del vescovo Rambaldo Magagnini, dotata di nuovo altare, di coro, pulpito e pregevole organo (oggi da restaurare). Dell'antica chiesa, oltre che a tracce di decorazione a fresco nel protiro, rimane l'affresco della Madonna del Latte, pregevole per fattura e pregno di contenuto escatologico, "Attraverso l'Incarnazione, di cui Maria è strumento prezioso, è offerto all'umanità l'accesso al Regno dei Cieli di cui sono custodi l'arcangelo Michele, cui spetta il compito di pesare le anime e S.Pietro depositario delle chiavi del Paradiso" ed un altro, una Crocifissione con S.Giovanni ed una giovanissima Madonna ma in assai cattivo stato di conservazione, anche a causa della sovrapposizione di un'altra Crocifissione (recentemente distaccata) del 1542 di modesta fattura. In stridente contrasto conviene notare la pochezza artistica della pala d'altare (Madonna con Bambino, S.Pietro e S.Giovannino) del 1650 c.a., che mostra come in quell'epoca la chiesa fosse ridotta a mera cappellina di campagna. Bello anche il Paliotto in gesso, finemente decorato su fondo nero.

E' il marzo 1471. La Madonna appare a Gregorio, piccolo proprietario terriero, a Gaspare di Calvise, garzone e poi, agli Aròli, al rettore frà Giordano per chiedere la costruzione di una cappella. Appare più volte, con insistenza: ne dà l'ubicazione -"all'Olmo" dice -e specifica le misure; lusinga e minaccia ed ottiene che in breve tempo (la tradizione vuole in un solo giorno dopo una processione votiva) essa venga costruita. Andrea di Bartolo dipinge l'immagine della Vergine secondo la descrizione dei veggenti.

Ci fu tanto fervore di devozione che già nel 1488 il vescovo Tommaso Ghislieri la volle più grande, aggiungendo un'aula per i fedeli, con ampio porticato, elevata a rango di Parrocchia e decorata da quattro affreschi raffiguranti le apparizioni.I dipinti furono affidati ancora ad Andrea di Bartolo in quanto testimone degli eventi del 1471. Nel 1648 gli affreschi furono diligentemente miniati su pergamena per conservarne memoria. Nel 1730 il solito vescovo Fonseca, col metodo suo abituale, distrugge e ricostruisce tutto, graziando solo l'originaria cappella; e fa tutto in fretta: quattro anni dopo era eleganter et magnifice constructa. Ed invero ancor oggi è riccamente decorata con stucchi e marmi ed impreziosita da opere di Domenico Valeri e di Matteo Panaria. L'organo, del 1871, è di Odoardo Ciccolani (25 canne, 50 tasti, pedaliera a leggio da 18 tasti).

fonte: www.comune.monsano.an.it

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