SALA INTRODUTTIVA - Un lungo corridoio porta ad una stanza allestita qualche anno fa, dove, per un migliore apprezzamento delle opere contenute nell’ antica biblioteca, in due teche sono esposti volumi che attestano l’evoluzione della stampa nei secoli ed esemplificano le molte materie argomento di studio per Monaldo ed i suoi figli. Da qui si entra in una sala completata in epoca successiva dai fratelli di Giacomo, Paolina e Pierfrancesco, continuatori dell’opera paterna.

STANZA DELL’ALCOVA - Si passa poi in una stanza divisa in due parti distinte: essa contiene sia opere di carattere letterario e scientifico che volumi più antichi, incunaboli e manoscritti. Nel camerino adiacente sono conservati documenti dell’archivio familiare a partire dall’anno 1207: Monaldo li utilizzò per compilare la storia della famiglia.

SECONDA SALA - Segue una sala in cui si trovano prevalentemente opere di carattere teologico acquistate dopo la soppressione di alcuni conventi locali, a causa delle vicende belliche di quegli anni. Fra essi la Bibbia poliglotta in otto lingue e in sei volumi, della quale Giacomo si servì giovanissimo per impadronirsi da solo delle lingue greca ed ebraica. Fra le finestre, lo scaffale contenente i libri la cui lettura era allora proibita dalla Chiesa. I giovani Leopardi tuttavia potevano accedere liberamente a queste opere per una particolare dispensa che Monaldo aveva chiesto ed ottenuto dal Papa. Notevole il fatto che questo permesso fosse esteso anche alla giovane Paolina che, contrariamente all’uso dei tempi, seguiva il medesimo percorso culturale dei fratelli. Una targa marmorea con l’iscrizione latina attesta che Monaldo permetteva allora la consultazione dei libri ai suoi contemporanei, “FILIIS, AMICIS, CIVIBUS”.

PRIMA SALA - La sala seguente contiene preziosi antichi libri di argomento enciclopedico. Essa era la preferita del poeta perché, come racconta il padre, nell’adolescenza egli era solito accostare il suo tavolino di studio alla finestra, da cui poteva seguire l’allegro movimento della famosa “piazzola” e udire la gioiosa voce della fanciulla che poi celebrò come “Silvia”. Al centro un busto marmoreo di Giacomo, su uno dei tavoli il suo calamaio di ceramica bianca. Si nota, fra volumi molto più antichi, anche la famosa “Enciclopedie” di Diderot e d’Alembert, che alla fine del Settecento aveva portato un soffio di modernità nella conoscenza scientifica.

SALA DEI MANOSCRITTI - Si passa poi in una sala che un tempo era di passaggio e che fu arredata dal nipote del poeta (anch’egli di nome Giacomo, figlio di Pierfrancesco, il più giovane dei fratelli Leopardi) in occasione delle celebrazioni per il primo centenario della nascita nel 1898.Abitualmente è chiamata sala dei manoscritti perché in una teca centrale sono esposti numerosi autografi del poeta, dalle prime composizioni puerili ad opere di età più adulta. Fra essi anche il passaporto per Milano e l’unica sua vera immagine esistente, eseguita dal ritrattista Lolli per una edizione bolognese dei Canti. Alle pareti ritratti ottocenteschi della famiglia e l’albero genealogico compilato da Monaldo sulla base degli antichi documenti presenti in archivio. Su quattro consolle marmoree sono appoggiate altrettante scaffalature contenenti le prime edizioni delle opere del poeta e volumi di saggistica leopardiana.

STUDIO DI MONALDO - Nel successivo studio di Monaldo, che dalla sua ampia scrivania seguiva le fatiche scolastiche dei tre figli maggiori Giacomo, Carlo e Paolina, sono conservati i manoscritti e le pubblicazioni delle sue numerose opere di carattere storico, filosofico, politico. Ai lati di un antico caminetto si notano alcuni disegni eseguiti dai figli, di cui uno a firma del poeta giovanetto. Sulle altre pareti, oltre ad immagini care a Monaldo, spiccano due stampe su cui si possono leggere i programmi di due successivi saggi offerti ad un pubblico di amici e parenti dei fanciulli Leopardi, già in grado di affrontare in giovanissima età tesi dotte ed impegnative su argomenti vari. Conclude il percorso un’ultima stanza con una raccolta di libri più recenti di argomento vario, riviste ottocentesche, e opuscoli riguardanti la storia di Recanati.In un apposito armadio si conservano le antiche pergamene raccolte da Monaldo e dai suoi figli.

LA BIBLIOTECA - La biblioteca accoglie più di 20.000 volumi, di cui la maggior parte ivi raccolti ed ordinati da Monaldo Leopardi padre di Giacomo. L’attuale percorso della biblioteca non rispecchia in pieno la sistemazione iniziale, ma è stato dettato dalla necessità di adeguarsi alle vigenti norme di sicurezza. La collocazione dei volumi e dei ricordi è tuttavia rimasta inalterata dal tempo della sua costituzione, come attestano le schede della catalogazione compilate da Monaldo e dai suoi figli. Alla biblioteca si accede ora attraverso alcune stanze dove in tempi recenti furono e vengono tuttora collocati saggi di critica leopardiana, oltre ad edizioni e traduzioni delle opere di Giacomo.

Orari di apertura
Autunno - Inverno: 09:30-12:30 / 14:30-18:30
Primavera - Estate: Feriali 09:00 - 18:00 / Festivi e prefestivi: 09:00 - 19:00
Dal 23 luglio all'11 settembre: tutti i giorni dalle 09:00 alle 19:00

fonte: www.recanatiturismo.it

Informazioni aggiuntive

  • citta: RECANATI
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