La terra dei cinque nodi

Un viaggio attraverso l’artigianato tradizionale e il paesaggio culturale

L’itinerario di questo mese ci conduce nella media Valle del Tenna, in un territorio fatto di piccoli centri accomunati dalla tradizionale produzione del cappello. È il distretto fermano dei cappelli, forse uno dei meno conosciuti delle Marche, ma tanto forte da caratterizzare l’identità di questi luoghi.

Qui il cappello era tradizionalmente realizzato in paglia, cucendo le trecce ottenute con il materiale di scarto dell’agricoltura. Oggi la produzione si è aperta anche ad altri accessori d’abbigliamento, rendendo quest’area nota al mercato internazionale, come lo era nel passato.

La produzione tradizionale è documentata dal Museo del cappello di Montappone, in cui sono presentate le fasi della lavorazione, macchinari di varie epoche, cappelli particolarissimi, diverse tipologie di cappelli comuni, che permettono di seguire l’evoluzione delle fogge. Legato a questo artigianato è la mostra il Cappellaio pazzo, che sollecita il confronto tra la creatività degli artisti e la realizzazione dei cappelli. Il borgo storico, che insiste sul nucleo medievale, permette una straordinaria vista sul paesaggio circostante.

Anche a Massa Fermana l’attività economica prevalente è quella della produzione dei cappelli, nella quale sono impegnate oggi circa quaranta imprese, che commercializzano in tutto il mondo. Si può vedere Porta Sant’Antonio, l’antico accesso al castello trecentesco, la Chiesa dei Santi Lorenzo, Silvestro e Ruffino, che conserva un polittico raffigurante la Madonna con Bambino e santi di Carlo Crivelli, una Madonna con bambino del fratello Vittore e l’Assunzione della Vergine di Sebastiano Ghezzi. Nella Pinacoteca Comunale si segnalano la Natività di Vincenzo Pagani, l’Immacolata di Durante Nobili e la Madonna con Bambino di Olivuccio Ciccarello (sec. XV). Molto interessante, in quanto documenta la realtà socio-economica di un tempo e le attività ambulanti che si praticavano trasportando gli attrezzi da lavoro sulle biciclette, è il Museo degli antichi mestieri.   

Tra i comuni dell’industria del cappello c’è anche Falerone, noto soprattutto per il teatro romano, ampiamente conservato. Dell’antica città di Falerio Picenus, fondata da Augusto (29 a.C.) per i suoi veterani, rimangono non solo il teatro, ma anche l’anfiteatro (I sec. d.C.) e l’area urbana, inglobata dal Parco archeologico, oltre a un cospicuo materiale di scavo conservato nel Museo Civico Archeologico. Nel centro storico si possono vedere le quattrocentesche Loggette dei Mercanti, la trecentesca Chiesa di San Fortunato, che conserva una Madonna con Bambino di Vittore Crivelli, nell’iconografia caratteristica del pittore col bambino disteso ai piedi della Vergine, la Pinacoteca, con un dipinto di Fra’ Marino Angeli raffigurante le Stigmate di San Francesco e San Michele arcangelo

L’itinerario attraverso “La Terra dei cinque nodi”, di cui fa parte anche Servigliano, che nel passato favorì la commercializzazione dei cappelli con l’antica “Fiera de lu pià”, si conclude a Monte Vidon Corrado, che ha conservato la struttura urbanistica poligonale dell’antico castello medievale, con resti delle mura e dei torrioni di fortificazione dei secoli XIV e XV. Qui, nel 1894, nacque Osvaldo Licini, uno dei più importanti artisti del Novecento. Dal figurativismo all’astrattismo fino alle composizioni visionarie e fantastiche dell’ultima fase, il pittore seppe rielaborare le esperienze artistiche contemporanee in modo assolutamente personale e con la fondamentale suggestione del paesaggio del suo paese natale, dove scelse di vivere dopo un’esperienza parigina fondamentale per la sua formazione artistica. In occasione del cinquantenario della morte, dal 18 aprile al 4 novembre, presso il Centro Studi Osvaldo Licini si terrà un’importante mostra dedicata all’artista, in cui verrà offerto un quadro in gran parte inedito nel settore del disegno e dei documenti e sarà presentata la stagione dei paesaggi, con una selezione di dipinti degli anni ’20. La mostra, completata da un’importante monografica presso la Galleria di Arte Contemporanea di Ascoli Piceno, è promossa nell’ambito del Festival Saggi Paesaggi, finalizzato ad indagare il tema del paesaggio dal punto di vista riflessivo ed emotivo (www.saggipaesaggi.it).

Per informazioni: Montappone, Comune tel. 0734.760426;

Falerone, Ente Parco cell. 333.5816389;

Massa Fermana, Comune tel. 0734.760258;

Monte Vidon Corrado, Comune tel. 0734.759348

 

da vedere:

Montappone - Museo del Cappello

visite su prenotazione, tel. 0734.760426

 

Massa Fermana

Pinacoteca Comunale

Chiesa dei Santi Lorenzo, Silvestro e Ruffino

Museo del Cappello e Museo degli antichi mestieri

Orario: dal lunedì al sabato ore 9-13 e 15.30-18.30 (ven. pomeriggio chiuso);

domenica e festivi ore 15.30-18.30

oppure su prenotazione, tel. 0734.760127

 

Falerone - Teatro; Parco Archeologico; Museo Archeologico

Orario: sabato e domenica ore 10-12 e 16-18 oppure su prenotazione 333.5816389

 

Monte Vidon Corrado - Casa e Centro Studi Osvaldo Licini

Visite su prenotazione, tel. 0734.759348

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