Chiesa di Santa Maria delle Grazie o di San Filippo

Chiesa di Santa Maria delle Grazie o di San Filippo

Sorge poco fuori dalla cerchia delle mura, su di una collina il cui sguardo abbraccia le campagne di Montecarotto e faceva parte di un convento francescano soppresso nel 1867.

Della costruzione della chiesa e del convento si parla per la prima volta in un documento del Consiglio generale di Montecarotto del 1612. Si decise in quell'occasione anche di affidarlo ai minori osservanti francescani poiché tali frati erano conosciuti in quanto residenti nel vicino convento di San Martino di Arcevia.

La prima pietra di costruzione venne posata nel 1612 con una solenne cerimonia.

I lavori di costruzione procedettero velocemente al punto che nell'agosto del 1616 una parte della nuova chiesa, le celle e altre strutture necessarie alla vita della comunità religiosa erano terminate. Ciò permise di officiare la chiesa e il responsabile della comunità venne insignito del titolo di Guardiano.

I lavori del convento continuarono dal 1630 al 1695. La chiesa attigua, completata nel 1660, ma officiata già nell'agosto del 1616, ha una facciata imponente, costruita in laterizio, è decorata da quattro lesene costituite da basi e capitelli ionici che sorgono da una fascia zoccolata a terra e poste ai lati del portale.

A coronamento della facciata le lesene sorreggono una modanatura da cui sorge un timpano triangolare racchiuso all'interno della cornice del frontone.

L'interno è a una sola navata, con sette altari e la sagrestia, è impreziosita da stucchi, quadri, pregevoli arredi d'epoca, statue, da un artistico coro e da un organo del Nachini.

Il convento durante il periodo napoleonico fu soppresso e indemaniato per la prima volta; passata la ventata napoleonica, i frati vi poterono far rientro nel 1816 per esserne poi definitivamente allontanati nel 1867 dal governo italiano.

 

Opere d'arte presenti:

 Natività, del XVII secolo, di Antonio Massi di Jesi.

Quattro paliotti degli altari in scagliola risalenti al 1708.

Quattro Confessionali in noce dei primi dell'Ottocento, intagliati e decorati da colonne tortili.

Organo di Pietro Nachini numerato come opera n° 56 e risalente al 1740. L'organo è stato oggetto di un restauro nel 1997 da parte della ditta F.lli Ruffatti che ne ha consentito il suo ritorno al funzionamento musicale.[24]

Monumento ai caduti Italiani della prima guerra mondiale.

da www.comune.montecarotto.an.it e da http://it.wikipedia.org/wiki/Montecarotto

Informazioni aggiuntive

  • citta: MONTECAROTTO
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