Il Museo Antica Farmacia Giuli, con la raccolta di opere d'arte, è il primo passo per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio artistico di Cerreto d'Esi. La collezione, che oggi consta di otto dipinti, è da considerarsi il primo nucleo di un piccolo museo che dovrà comprendere la maggior parte delle opere di Cerreto che verranno man mano salvate dal degrado e dall'abbandono. La cittadina, con questa iniziativa, vede dato finalmente il giusto risalto al suo piccolo tesoro, fatto di opere non molto conosciute che però, dopo gli opportuni restauri, si presentano come interessanti testimonianze della cultura artistica locale tra il XV e il XVIII secolo.

Il pezzo più importante è la splendida Croce astile da Antonio da Fabriano, interessante quanto raro esempio di stauroteca lignea, che rivede la luce dopo una lunga permanenza nei depositi della Sopraintendenza di Urbino a cui si deve il delicato lavoro di restauro. Ma oltre questo piccolo gioiello databile alla seconda metà del XV secolo, sono conservate nelle sale della raccolta una singolare Annunciazione di Luca di Bartolomeo delle Fibbie, pittore fabrianese che divulga il linguaggio crivellesco in maniera ancora entusiastica ben oltre l'inizio del XVI secolo; una sgargiante pala d'altare con la Madonna in gloria tra i santi Michele Arcangelo e Antonio Abate firmata e datata da Ercole Ramazzani, uno dei più prolifici e intensi interpreti del manierismo locale intriso di suggestioni dichiaratamente lottesche, una splendida e intensissima tela che rappresenta i santi Pietro e Paolo, sicuramente parte superstite di una pala d'altare che purtroppo è andata perduta.

Le altre opere, minori per valore artistico sono comunque interessanti per definire la vita religiosa e culturale di Cerreto in stretta dipendenza con quanto accadeva a Fabriano nell'importante cantiere della Cattedrale di San Venanzio.


Fonte: www.terregentili.it

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  • citta: CERRETO D'ESI
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