Tradizione e innovazione

Durante le migrazioni stagionali, nei primi anni dell’800, i lavoratori faleronesi appresero, nei di-stretti di Prato e Firenze, la tecnica della lavorazione della paglia di grano, facendola diventare, una volta tornati in paese, da piccola integrazione ai miseri guadagni familiari, il settore dominante e fondamentale per l’economia di molte famiglie.

Per tutto il XIX secolo la lavorazione della paglia è stata una vera e propria industria manifatturiera, coinvolgendo nella filiera pressoché tutta la popolazione faleronese. Nel 1853, su una popolazione di 3.439 abitanti, Falerone contava 1.000 addetti alla lavorazione, per una produzione di 80.000 cappelli, che aumentò considerevolmente con la costruzione della Ferrovia Porto San Giorgio-Amandola nel 1908. Una tradizione, quella legata alla raccolta del grano e alla lavorazione della paglia, che si fonde con la storia di altri quattro Comuni: Servigliano, Monte Vidon Corrado, Mon-tappone e Massa Fermana, che insieme formano la “terra dei cinque nodi”. Negli ultimi due secoli, nel territorio del Distretto del Cappello, si è intrecciata la paglia per realizzare cappelli di ogni for-ma e misura, sporte, ventole e manufatti vari.

Oggi Falerone ha ceduto la su eredità ad altri Comuni, dirottando il suo interesse produttivo su altri settori attraverso i quali, grazie alla versatilità e alla serietà delle piccole e medie aziende, mantiene salda la sua economia. Le ditte faleronesi, concentrate in una zona a loro dedicata, la zona indu-striale situata a Piane di Falerone, vanno dal settore delle calzature alla lavorazione del legno, del ferro e di altri metalli, fino alle imprese edili, confermando il ruolo di snodo cruciale e di punto di riferimento industriale per l’intero territorio.

Da annoverare, tra le altre attività, quelle legate alla tradizione agricola che, grazie alla conforma-zione del suolo, ma soprattutto alla passione e al duro lavoro degli agricoltori, permette un’offerta alimentare di alta qualità. Oltre ai piccoli, e pertanto sani, allevamenti di bestiame, importante sono la coltivazione, la raccolta e la spremitura delle olive del Piantone di Falerone, nonché la coltura di tutti i frutti e verdure tipici di questa zona.

Nel 1874, con il R.D. del 7 agosto, fu fondata la Cassa di Risparmio di Falerone che dotò le indu-strie manifatturiere di strumenti più efficaci e moderni per far progredire i loro commerci. In se-guito a gravi irregolarità gestionali l’istituto di credito fu assorbito dalla Cassa di Risparmio di Fer-mo che ancora oggi dispone di una filiale in questo comune.

Un settore importante e fondamentale è poi quello degli esercizi commerciali che da sempre carat-terizzano questo piccolo-grande comune: dai punti di riferimento storici legati all’abbigliamento e agli accessori più preziosi ai negozi di motori, da quelli per lo sport ai nuovi temporary shop alle più moderne strutture di medicina estetica: un centro commerciale all’aria aperta, lungo una strada solcata da millenni da genti di tutto il mondo.

Da annoverare, infine, quelle attività che non solo perpetuano la tradizione culinaria ma che per-mettono anche di constatare la professionalità e la passione con cui questi mestieri sono svolti: il panificio in cui il pane viene fatto in modo tradizionale, il locale in cui si possono degustare solo prodotti locali in un ambiente familiare, i ristoranti che sono la storia di una comunità e che, attra-verso i loro menù, consentono di assaporare cibi gustosi e prelibati.

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