Montefiore dell'Aso, la storia

Montefiore dell'Aso è un Comune di circa 2200 abitanti della provincia di Ascoli Piceno. Sorge a 412 m. s.l.m., sulla cresta collinare che divide le valli dell’Aso e del Menocchia, ed è noto per la ricchezza del suo patrimonio storico-artistico.

Il territorio di Montefiore risulta popolato gia in età preistorica, come testimoniano le numerose tombe dell’Età del Ferro ritrovate insieme ai relativi corredi. Anche l’epoca romana ha lasciato te-stimonianze, con diverse ville e numerose camere sepolcrali (in località Li Grotti).

Nell’Alto Medioevo vi fiorì l’importante pieve di S. Lucia, trasferita nel XIV secolo dentro le mura e oggi Collegiata. S. Lucia è diventata la venerata patrona del paese.

Il castello di Montefiore viene citato per la prima volta, insieme a quello di Aspramonte, alla fine del XII secolo. Dai due centri abitati sarebbe sorto il nuovo Comune, che avrebbe raggiunto presto un certo grado di prosperità. Dopo l’insediamento dei Frati Minori, a Montefiore fu edificata la chiesa romanico-gotica di S. Francesco, inaugurata ai primi del Trecento, con cicli pittorici di quel periodo. Il cardinale montefiorano Gentile Partino fece erigere al suo interno un bel monumento sepolcrale dedicato ai suoi genitori. Dopo la peste di metà Trecento Montefiore contava circa 450 abitanti e veniva considerata dal cardinale Albornoz una terra parva, cioè un piccolo comune.

Come tante altre località del Piceno Montefiore entrò sotto la sfera di influenza di Fermo, che se ne assicurò la fedeltà attraverso la nomina del podestà. Alla fine del XV secolo risale la fondazione del locale Ospedale, lo stesso periodo (circa il 1471) in cui Carlo Crivelli esegui per la chiesa di S. Francesco un prezioso polittico, tra i più importanti del pittore veneto. Dell’opera rimangono a Montefiore solo sei pannelli, mentre la parte restante, venduta dai frati dopo l’Unità, è smembrata tra musei europei e americani.

La storia di Montefiore si sviluppò in seguito seguendo le sorti del Fermano all’interno dello Stato della Chiesa. Una ristretta classe di nobili vi deteneva sia il potere economico, attraverso il possesso della terra, che quello amministrativo. Negli ultimi decenni del Seicento fu edificata la chiesa di S. Filippo Neri con il convento dei Filippini. Nello stesso periodo anche le Suore Domenicane co-struirono un loro monastero, con la chiesa del Corpus Domini. Pure di origine secentesca è la Col-legiata di S. Lucia, riedificata in stile neoclassico nel 1878.

Nel 2006 fu inaugurato il vasto Polo Museale di S. Francesco nell’ex convento eponimo. Esso comprende: la Sala Carlo Crivelli, in cui sono esposti i sei pannelli superstiti del polittico; il Mu-seo Adolfo de Carolis, che custodisce i bozzetti ad olio per il Salone del Podestà di Bologna e la collezione completa delle xilografie del grande pittore e incisore montefiorano (dal 1950 sepolto in S. Francesco); la Collezione Domenico Cantatore, comprendente numerose incisioni, acqueforti e acquetinte donate al Comune dal noto pittore pugliese, il quale negli anni Sessanta trascorreva le sue estati nella campagna di Montefiore; il Centro di documentazione scenografica Giancarlo Basili, il Museo della civiltà contadina e la Collezione d'arte contemporanea Premio Pino Mori.

a cura di Pierluigi Cavalieri

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