Monte San Vito, la storia

Monte San Vito è un comune di circa 6600 abitanti della provincia di Ancona. Sorge su una collina a 135 m. s.l.m. sul versante sinistro della Bassa Vallesina.

Diversi ritrovamenti attestano una frequentazione preistorica del territorio di questo Comune. In particolare una sepoltura, attualmente esposta al Museo Preistorico-Etnografico di Roma, con cor-redo funerario, sembra appartenere alla fine dell'Eneolitico o al Bronzo antico.

Il primo documento che fa menzione del castello di Monte San Vito è del 1053, ma la sua forma-zione potrebbe essere più antica. Nel 1177 Federico Barbarossa lo pose sotto il suo diretto dominio sottraendolo al controllo del marchese della Marca di Ancona. Da allora in poi, a causa della sua posizione, questo castello della Bassa Vallesina sarebbe stato conteso tra le vicine città di Ancona, Jesi e Senigallia. Cessato il dominio imperiale del Barbarossa infatti si trovò sotto la giurisdizione prima del vescovo di Senigallia e poi (dal 1213) del Comune di Jesi, il quale si scontrava periodi-camente con Ancona per il suo possesso. Intorno alla metà del Trecento passò ai Malatesta che lo fortificarono con una rocca, oggi incorporata nel Palazzo Comunale. Il dominio dei signori di Pe-saro si sarebbe protratto fino al 1432 e avrebbe lasciato diverse tracce architettoniche nel paese: ol-tre al Municipio varie altre case e palazzi. È perciò che Monte San Vito viene annoverata oggi tra le Terre Malatestiane.

Nel 1432 Ancona riuscì a impadronirsi di Monte San Vito, ma Jesi continuò a rivendicarne il pos-sesso finché la controversia non fu definitivamente risolta da papa Leone X intorno al 1320. Da al-lora in avanti essa sarebbe stata per oltre tre secoli un castello di Ancona. Nel Settecento le miglio-rate condizioni economiche consentirono la costruzione della nuova collegiata di S. Pietro per la quale si rese necessario aprire la cerchia muraria medievale. A metà secolo fu anche edificato il teatro Condominiale La Fortuna su un preesistente mulino.

Dal punto di vista economico Monte San Vito traeva le proprie risorse quasi esclusivamente dall’agricoltura, ormai caratterizzata dal regime della mezzadria, che le consentì di raggiungere a metà Ottocento i 4000 abitanti.

Ancora oggi l’agricoltura gioca un ruolo importante nell’economia di questo Comune, il cui territo-rio è vocato alla produzione di olio extravergine di oliva, in particolare nella varietà detta “raggia”, senza trascurare i vigneti dedicati alla produzione del vino Lacrima di Morro d’Alba. Legato alla prima produzione è un grande frantoio del Seicento conservato in un palazzo signorile.

Da segnalare l’attività del Teatro La Fortuna, che dal 2006 fa parte del circuito della Fondazione Pergolesi-Spontini ed ospita una stagione di prosa. Alle attività culturali è oggi dedicato il Centro turistico culturale “Carlo Urbani” ricavato da un monastero cistercense del ‘500 e dotato di sale per mostre e altri eventi.

Tra le numerose feste e sagre che Monte San Vito ospita, nel corso di tutte le stagioni, si ricordano: la Sagra del Castagnolo (nella terza o quarta domenica di Quaresima), la Festa dell’Olio Chiaro (domenica delle Palme), la Festa del Patrono S. Vito (seconda domenica di giugno) e la Fiera della Birra (prima metà di settembre).

a cura di Pierluigi Cavalieri

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