Giovanni Maria Mastai Ferretti

Pio IX, l’ultimo Papa Re

Senigallia 1792 – Roma 1878

“Parlare della vita del conte Giovanni Maria Mastai Ferretti, divenuto papa col nome di Pio IX, val quanto riassumere gli eventi del rinnovamento italiano”: scriveva così nel 1889 il “Secolo”. Effettivamente la figura del marchigiano Pio IX, il papa che a settembre sarà proclamato beato, è restata legata al periodo risorgimentale, del quale egli, nella prima parte soprattutto, fu protagonista di primo piano.

Nato a Senigallia il 13 maggio 1792, studiò a Volterra e poi a Roma. Dopo gli eventi napoleonici, il padre lo avrebbe voluto nella guardia pontificia ma problemi di salute lo convinsero ad intraprendere la carriera ecclesiastica. Presi i voti, fatto canonico di Santa Maria in via Lata, nel 1827 fu creato vescovo da Leone XII ed assegnato alla sede di Spoleto da dove, nel 1832, Gregorio XVI lo destinò alla diocesi di Imola.

In queste due sedi, nonostante le forti repressioni di Gregorio XVI, fu benvoluto per le sue idee moderne, e per una certa simpatia verso le idee liberali che si facevano avanti. Per questo, quando il 14 giugno 1846 il conclave lo elesse papa, Pio IX fu salutato con grande speranza dagli italiani.

Lo stesso papa non potè non assecondare l’entusiasmo popolare e lo spirito di rinnovamento che un po’ in tutta Italia stava aleggiando. Seguendo l’esempio di altri sovrani, concesse la costituzione, istituì la guardia civica, ammise una certa libertà di stampa, pronunciò la famosa frase “Benedite gran Dio l’Italia”.

Il suo atteggiamento di apertura liberale non poteva lasciare indifferenti le potenze assolutiste, ed in poco tempo gli eventi precipitarono. Alla prima guerra d’indipendenza, mandò truppe a fianco di Carlo Alberto, ma, per paura della reazione austriaca (nel 1847 gli austriaci avevano occupato a titolo dimostrativo Ferrara), le ritirò. La popolazione gli fu contro, fu assassinato il primo ministro Pellegrino Rossi, e Pio IX fu costretto a fuggire a Gaeta (1849) mentre nella città eterna veniva proclamata la Repubblica Romana.

Chiamati in soccorso i francesi, Pio IX potè rientrare nella capitale nel 1850, ma ormai tutto era cambiato. Conosciamo gli eventi successivi, la costituzione dello stato unitario dopo la battaglia di Castelfidardo, la presa di Roma del 1870 con la conseguente fine del potere temporale dei papi, il contrasto con lo Stato italiano che si protrasse ben oltre la fine del suo pontificato.

Sicuramente tutti gli eventi che lo videro protagonista, hanno fatto passare in secondo piano l’importanza del pontificato di Pio IX, il più lungo nella storia della Chiesa. Fu un papa sicuramente popolare (era abituato a girare per ore per Roma in forma anonima), proclamò la dottrina dell’infallibilità del papa, il dogma dell’Immacolata concezione, stipulò importanti patti diplomatici con diverse nazioni, soprattutto seguì la presenza dei cattolici nei paesi protestanti. Nel 1870 indisse il Concilio Vaticano, chiuso frettolosamente a causa degli eventi che portarono alla presa di Roma.

Poco prima di morire confidò a un collaboratore: “Tutto è cambiato intorno a me, il mio sistema e la mia politica hanno fatto il loro tempo, ma io sono troppo vecchio per cambiare indirizzo: sarà l’opera del mio successore”. Il suo successore fu Leone XIII, il papa della “Rerum novarum”.

Pio IX morì il 7 febbraio 1878, poco dopo di Vittorio Emanuale II, il re d’Italia che gli aveva tolto per sempre il trono.

Giovanni Martinelli

 

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