Frontone è un comune appenninico di 1360 abitanti della Provincia di Pesaro e Urbino. Sorge ai piedi del Monte Catria, a 450 m. s.l.m.

Il suo territorio è stato abitato fin da tempi remoti: vi si sono succeduti Umbri e Galli, e più tardi i Romani. Tuttavia per trovare i primi documenti che menzionano il castello e la comunità di Frontone bisogna giungere all’XI secolo. Il possente e arroccato Castello di Frontone è ritenuto oggi uno dei migliori esempi di architettura militare dell'epoca. Il suo controllo fu causa di numerosi scontri e contese tra signori e città vicine. Fino al 1291 esso fu sottoposto al comune di Cagli, ma da quella data fino al 1420 vi esercitarono la loro signoria i Gabrielli di Gubbio.

In questi secoli sorsero i più importanti edifici religiosi di Frontone. La pieve di S. Savino, nell’omonima frazione, è documentata nel 1120 ma è forse più antica e ospita le spoglie del vescovo di Cagli Gaspare Golfi, fatto assassinare nel 1503 da Cesare Borgia. Dentro le mura del Castello, sorse nel XIV secolo la chiesa, fino al 1946 parrocchiale, di S. Maria Assunta in Cielo. Da ricordare anche il più volte restaurato santuario della Madonna dell'Acquanera, situato in suggestiva posizione sulle pendici del Monte Acuto, nei pressi della frazione di Buonconsiglio, risalente al 1290.

Passata Gubbio nel XV secolo sotto il ducato di Urbino, anche Frontone entrò nei domini dei Montefeltro, che effettuarono interventi architettonici sul Castello, e più tardi dei Della Rovere. Questi ultimi nel 1530 fecero di Frontone una contea interna al loro ducato, affidandola al nobile di Modena Gianmaria Della Porta.

Nei secoli successivi si edificò la chiesa della Madonna del Buon Consiglio, nell'omonima frazione, alla fine del Seicento, e quella della Madonna di Loreto o San Lorenzo, nella frazione Foce (1826). Molto più recente (1950) è la chiesa parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria.

La contea Della Porta cessò con l’annessione al Regno d’Italia napoleonico (1808). Da allora Frontone rimase nella Legazione di Urbino e, dal 1861, seguì le sorti del nuovo Stato unitario. Questo piccolo centro costituito anche da diverse frazioni, viveva tradizionalmente di agricoltura e di economia della montagna. Tra le altre attività vi erano quelle dei boscaioli e dei carbonai, che trasformavano, con un antico sistema, la legna in carbone. Tuttavia, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, come tutte le aree appenniniche delle Marche, anche il territorio di Frontone subì uno spopolamento causato dall’emigrazione di numerosi abitanti, che andarono a cercare fortuna all’estero, sia in Paesi europei che in America.

Nei decenni più recenti Frontone ha trovato una nuova importante risorsa nel turismo estivo e invernale, grazie al richiamo storico del Castello, ai pregi del suo paesaggio, agli itinerari naturalistici, allo Snow Park e alle piste da sci del Monte Catria, nonché alle specialità gastronomiche locali, come le tagliatelle, i tartufi e la crescia. Ogni anno, tra novembre e dicembre, vi si tiene un caratteristico mercato natalizio, “Nel Castello di Babbo Natale…”, ricco di atmosfera e di idee regalo. Infine, la frazione di Foce fa da cornice alla Rappresentazione del Presepe Vivente.

a cura di Pierluigi Cavalieri

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