Fossombrone, la storia

Fossombrone è un comune della media Valle del Metauro, in provincia di Pesaro e Urbino, che conta quasi 10.000 abitanti. La parte storica della cittadina è distesa sul pendio di una collina, mentre quella moderna sorge a valle, divisa in due dallo stesso fiume.

Da Forum Sempronii al Mille

Il territorio è stato popolato sin dal Paleolitico; tracce di insediamenti piceni sono state ritrovate sulle due alture di Monte Aguzzo e Monte Raggio. La costruzione della Via Flaminia, nel 220 a.C. favorì la fondazione e l’espansione della città romana di Forum Sempronii nell’area di S. Martino del Piano. Importanti ritrovamenti – il recinto sepolcrale della famiglia Cissonia – sono stati effettuati anche in località Calmazzo, presso la gola del Furlo. Sembra che il nome Forum Sempronii sia derivato dalla gens Sempronia, cui appartenevano anche i tribuni Tiberio e Caio Gracco. La città fu municipium nel I sec. a.C. e godette di una notevole floridezza nei primi secoli dell’impero, sopravvivendo fino al VI secolo d.C., epoca in cui è testimoniata la presenza di un vescovo e di una basilica paleocristiana dedicata ai Ss. Lorenzo e Ippolito.

La guerra greco-gotica fu particolarmente devastante lungo la valle del Metauro (e la Via Flaminia), di cui i Bizantini vollero mantenere a tutti i costi il possesso per garantire il collegamento tra Ravenna, capitale del loro esarcato, e Roma. Forum Sempronii scomparve, ma un nuovo centro rinacque sulla collina di S. Aldebrando, dove oggi si stende l’abitato. Sotto i Bizantini la città fece parte della Pentapoli Annonaria, ma nel 570 i Longobardi la distrussero.

Le rinascita di Fossombrone dovette essere molto lenta e la popolazione fu a lungo concentrata nell’area dell’attuale Cittadella intorno alla cattedrale di S. Maria Maggiore. Nel 999 passò sotto il dominio della Chiesa.

Dagli Este ai Malatesta

All’inizio del Duecento Fossombrone diventò feudo dei ferraresi Este, i quali per salvaguardare questo loro dominio dalle mire espansionistiche dei signori circostanti, nel 1228 ne affidarono il governo al vescovo Monaldo. Nel XIII secolo si costituì il Comune, che nel 1292 era tanto prospero da poter realizzare un grande ponte di pietra a cinque arcate sul Metauro. Nuovi quartieri – S. Maurenzo e S. Maria – sorsero a poco a poco sotto la Cittadella, giungendo sino alla Via Flaminia, mentre fu costruito un più ampio giro di mura e si iniziò la costruzione della Rocca, sulla sommità del colle.

Nei primi decenni del XIV secolo la città cadde sotto i Malatesta, che ne ressero le sorti per circa un secolo attraverso il ramo di Giuliozzo e i suoi discendenti, che risiedevano in città. Verso la fine del Trecento fu aggregata alla signoria pesarese di Malatesta de’ Malatesti (1371-1429). Il successore di quest’ultimo, Galeazzo, nel 1445 vendette Fossombrone a Federico di Montefeltro, duca di Urbino.

La florida economia di Fossombrone  si basava sulla produzione di lana, cuoio, seta (con il mercato dei bozzoli) e carta bambagina, nonché sulla molitura di grano e altri cereali. Alcune di queste attività richiedevano l’acqua del Metauro, o la forza motrice da essa prodotta, perciò furono impiantate a ridosso o nei pressi del fiume. Il tratto di Via Flaminia (oggi Corso Garibaldi) più prossimo al Metauro ospitava numerosi laboratori artigianali, botteghe e banchi di ebrei che prestavano denaro. Il suo doppio porticato, formatosi a partire dal XIV secolo, caratterizza ancora oggi la cittadina. Alla fine dello stesso secolo fu costruita la chiesa di S. Agostino, che sarebbe stata ampliata nel Settecento.

Dai Montefeltro ai Della Rovere

Con il passaggio ai Montefeltro iniziò per Fossombrone un periodo di prosperità economica ed espansione edilizia che sarebbe durato fino all’estinzione del ducato di Urbino (1631). Federico fece costruire una sua residenza a Fossombrone, la Corte Alta, dotandola di un cortile d’onore, di una sala del trono, di un grande giardino pensile e, nelle vicinanze, di un parco di caccia.

Il figlio Guidubaldo I (1472-1508) vi risiedette a lungo facendo costruire la Corte Bassa, con porticato e portale a bugnato piatto. In questo periodo fu anche edificato, su disegno di Francesco di Giorgio Martini, il bel palazzo vescovile su moduli rinascimentali.

In seguito la Corte Alta fu abbandonata e i duchi Della Rovere stabilirono la propria residenza forsempronese in due corpi di fabbrica uniti da un alto ballatoio coperto detti Corte Rossa e Corte Bassa. La duchessa Eleonora Gonzaga, moglie di Francesco Maria I, soggiornò per lungo tempo e morì in questo palazzo. Il figlio, cardinale Giulio Della Rovere (1535-1578), ne fece una splendida dimora rinascimentale con una cappella privata decorata dal Brandani.

Nel 1591 Fossombrone contava 3700 abitanti. All’inizio del Seicento vi fu edificata la chiesa di S. Filippo.

Dalla fine del ducato a oggi

Con la “devoluzione” del ducato alla Santa Sede gli ebrei dovettero lasciare la città e l’economia risentì della carenza di credito; molte attività decaddero anche se la trattura della seta continuò a rivestire un ruolo di primo piano. La cittadina ospitava ancora famiglie nobili che disponevano di ricchi palazzi come i Passionei, da cui provenne il colto cardinale Domenico Passionei (1682-1761), i Sabbatelli, i Cattabeni, gli Staurenghi  e altri. Nella prima metà del Seicento si affermò il notevole pittore forsempronese  Giovan Francesco Guerrieri (1589-1657), formatosi a Roma e influenzato dal Caravaggio, le cui opere sono presenti in diverse chiese (la Cattedrale, S. Francesco, S. Agostino) della sua città natale. Intorno al 1780 la Cattedrale fu ricostruita in forme neoclassiche dall’architetto Cosimo Morelli, mentre radicali interventi vennero eseguiti nella chiesa di S. Aldebrando.

Fino al XIX secolo le varie filande (Simili, “del Paradiso” e “del Giardino”) ebbero un notevole peso nell’economia locale. Tra i grandi artisti, studiosi e letterati nati a Fossombrone va ricordato il pittore Anselmo Bucci (1887-1955), vicino alle avanguardie di inizio Novecento, le cui opere sono oggi esposte nella bella Casa Museo e Quadreria Cesarini. Il Museo Civico Archeologico e Pinacoteca “A. Vernarecci”, ospitato nella Corte Alta, e la Biblioteca Passionei, fondata nel 1784, completano il quadro delle istituzioni culturali forsempronesi. Infine l’antica diocesi di Fossombrone è oggi unita a quella di Fano-Cagli-Pergola.

a cura di Pier Luigi Cavalieri

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  • citta: FOSSOMBRONE
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