Fermo sede arcivescovile e metropolitana

24 Maggio 1589

 

Grande evento fu quello del 24 maggio 1589.

Sisto V era papa dal 24 aprile 1585. Nato a Grottammare, allora Stato e Diocesi di Fermo, esattamente il 13 dicembre 1521, venerdì, alle ore 16, era stato vescovo di Fermo dal 1571 al 1577.

Non dimenticò la terra natia e volle erigere a sede arcivescovile metropolitana la già sede episcopale. Fermo era (ed è tutt’ora) la diocesi più vasta e popolata delle Marche.

Prima di lui, San Pio V, il papa di Lepanto (che studiò nel convento domenicano di Fermo) nel 1571 aveva tolto a Fermo: Ripatransone, Acquaviva e San Benedetto del Tronto per creare la nuova diocesi di Ripatransone con località tolte, oltre che a Fermo, alle diocesi confinanti; più tardi, lo stesso Sisto V, per creare diocesi Montalto, sua patria, tolse a Fermo: Comunanza, Montelparo e Monte Monaco (1586) e, nello stesso anno Montelupone, per unirlo alla nuova diocesi di Loreto.

Ma per compensare Fermo di tali perdite territoriali, la eresse a Sede arcivescovile metropolitana, dandogli come suffraganee le neo diocesi di Ripatransone, di Montalto e le diocesi di Macerata, San Severino, Treia, ecc.

Oltre a ciò, potenziò l’università eretta sin dal 1389 da Bonifacio IX dandole così patente ufficiale di vera e propria università. Tale istituzione affondava le sue radici in uno studium generale concesso nel maggio dell’825 dall’imperatore Lotario.

Allora nell’Italia Centrale, due erano i “poli” d’istruzione: Firenze e Fermo, mentre per il Nord gli studi generali erano Torino, Ivrea, Cividale del Friuli, Pavia, Cremona, Vicenza e Verona. In tutto, compresi Fermo e Firenze, nove!!!

Grande importanza per Fermo che fa parte dell’esiguo numero.

A Fermo dovevano venire a studiare anche quelli del Ducato di Spoleto: …et de spoletinis civitatibus conveniant recita il testo del Capitolare di Lotario dell’825. Dell’importanza di Fermo di quel tempo abbiamo anche documentazione da parte di Pier delle Vigne, il noto “ministro” di Federico II (+1250). Rivolto a Fermo, nella perorazione di una causa, così si esprimeva: “…Tu Fermo che eri la più importante città delle Marche”… “…quae cunctas civitates in Marchia praecellebas!” recita il testo.

Dal 25 maggio 1589 sono trascorsi secoli!

Fermo come allora è ancora la più vasta ed importante diocesi delle Marche. Il giorno 4 maggio celebra l’inaugurazione della rinnovata cattedrale presente il Cardinale Giovan Battista Re prefetto della Congregazione dei Vescovi.

Oggi con la ristrutturazione delle varie diocesi marchigiane, Fermo ha acquistato maggiore importanza. Con decreto pontificio del 12 marzo 2000, Urbino, che era la più antica sede metropolitana, creata nel 1563, ha perso tale titolo che è passato a Pesaro. Quindi, Fermo è ora la più antica sede metropolitana delle Marche, data la sua erezione il 24 maggio 1589. Ancona lo è solo dal 1972; Pesaro – come visto – dal 2000. Il decreto pontificio di cui sopra, dispone inoltre che la diocesi di Ascoli passi ad essere suffraganea di Fermo che con tali variazioni ha ora quali suffraganee Tolentino, Recanati, Cingoli, Treia, Macerata; San Benedetto del Tronto con Ripatransone e Montalto Marche; Camerino e San Severino.

Tutte le Marche sono ora divise in tre metropolie: Pesaro, con un totale di 290.000 abitanti; Ancona con oltre 466.000; Fermo con 690.000 abitanti.

Maggio 1589 - maggio 2003!

Una elevazione ad arcidiocesi e metropolitana; una inaugurazione di ristrutturazione di una cattedrale molto importante e che è più grande di quella di Torino.

 

Gabriele Nepi

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