Pittore protagonista del tardo manierismo

Urbino 1535 - 1612

Nel panorama artistico del tardo cinquecento un posto di rilievo spetta sicuramente a Federico Barocci, protagonista fra i maggiori del tardo manierismo e, a suo modo, uno dei precursori della pittura barocca.

Nacque ad Urbino nel 1535, da famiglia milanese di artisti trapiantata a Urbino (il bisnonno Ambrogio, scultore, vi si trasferì per lavorare nella fabbrica del palazzo ducale, il padre fu incisore e progettista, il fratello fu noto costruttore di strumenti scientifici come astrolagi e orologi) e crebbe nel fermento culturale del tempo dimostrando subito la sua versatilità verso il disegno e la pittura. Entrò così nella bottega locale del Franco, poi si trasferì a Pesaro con il Genga ed infine fu naturalmente a Roma, dove venne notato ed aiutato da Federico Zuccari.

Nella città eterna venne in contatto con i maggiori esponenti artistici del tempo, fra i quali Vasari e Michelangelo, ed ebbe anche la commissione di realizzare alcuni affreschi nel casino di Pio IV.

Di salute malferma, che lo condizionerà tutta la vita, il Barocci si trattenne però a Roma per poco tempo, fino al 1563, quando fece ritorno a Urbino per non lasciarla mai più.

Per quanto fra i maggori esponenti del tardo manierismo, Federico Barocci aprì nuove prospettive alla pittura del suo tempo. Ispirandosi con forte connotazione personale al misticismo narrativo rinascimentale, dal manierismo astrasse la figurazione plastica, irreale, per dare ai suoi personaggi un vigore ed una naturalità tutta nuova; diverso e più forte l’uso del colore, quasi a confermare la necessità di dare alla scena ed al protagonista una visione più reale, anticipando quanto sarebbe accaduto nel secolo successivo; anche lo spazio e le prospettive furono trattate con assoluto realismo.

Il Barocci rappresentò dunque un passaggio dal manierismo all’incipiente barocco, non per questo fu ammirato da protagonisti di quest’epoca, ed esercitò una notevole influenza soprattutto nell’ambito bolognese (vedi l’opera di Annibale Caracci), e deve essere considerato una figura di rilievo nella storia della pittura italiana.

Molte le opere giunte fino a noi, una parte delle quali dispersa nei maggiori musei del mondo, che possono tuttora essere ammirate in Vaticano, a Brera, al Prado, negli Uffizi, nella Galleria Borghese, nelle maggiori chiese di Roma, nel Palazzo Ducale di Urbino, a Firenze, Perugia, Bologna, Genova e fuori Italia a Bruxelles, Madrid, Dresda... l’elenco sarebbe lunghissimo e sicuramente, incompleto. Nelle Marche sue tele possono essere ammirate a Senigallia (“Deposizione” nella chiesa della Croce e “Madonna del Rosario” in Duomo), alla Galleria di Urbino (una “Madonna” ed un “San Francesco”).

Fu anche ritrattista, disegnatore ed ottimo incisore: anche di questa sua attività restano molti lavori, di valore soprattutto le sue acqueforti.

Giovanni Martinelli

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  • citta: URBINO
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