Falerone, i Mainardi e altri faleronesi illustri

Falerone è un Comune di circa 3400 abitanti della provincia di Fermo, situato a 433 m. s.l.m. lungo la Valle del Tenna. La sua ricca storia romana e medievale ne fa uno dei centri più interessanti del Fermano, inoltre tra Otto e Novecento esso ha dato i natali a non pochi personaggi illustri.

Falerio Picenus

Già frequentata come luogo di culto dal II sec. a.C., le sue origini note risalgono al 29 a.C. quando con la centuriazione augustea fu creata la città di Falerio Picenus, punto di snodo tra gli importanti centri di Urbs Salvia (a nord), Asculum (a sud) e Firmum (a est). La città sorgeva in leggero pendio nell’odierna località di Piane di Falerone, dove resta a testimoniarne la memoria il bel Teatro Romano, in cui si rappresentano ancor oggi, durante la stagione estiva, tragedie e commedie classiche. Reperti antichi sono inoltre conservati nel Museo Archeologico, aperto al pubblico nel 1982 e ospitato in due ali al piano terra dell'ex convento di S. Francesco.
Nel V secolo Falerio ebbe anche un vescovo, anche se, in seguito alle invasioni barbariche e alle distruzioni da esse provocate, la sede episcopale fu presto assorbita da Fermo e parte della popolazione trovò rifugio sulle colline circostanti.
In età longobarda, precisamente nel 765, Falerio è attestata come sede di gastaldato, cioè di una piccola circoscrizione amministrativa nell’ambito del Ducato di Fermo. Si conosce anche il nome di un gastaldo, Volveto, attraverso un’iscrizione funeraria pervenutaci.

Il castello dei conti Mainardi

Sembra che l’abbandono definitivo della vecchia città romana sia avvenuto nel IX secolo a causa delle incursioni dei Saraceni. A quell’epoca può essere fatta risalire l’origine del castello che sarebbe stato chiamato Falerone.
Ma è nel X secolo che Falerone si afferma come il centro di un territorio dominato da un signore feudale, il conte Mainardo, e dai suoi discendenti, che costituirono una ramificata dinastia. A questa stirpe feudale appartennero Giberto I, Esmidone, Ruggero detto Fallerone I, Baligano, Fallerone II, fino a Pietro III e Fabrizio Emiliano. Si trattava di una potente signoria perché il territorio da essa controllato attraverso diversi rami collaterali dei conti Mainardi, andava ben al di là degli attuali confini del Comune di Falerone: comprendeva infatti anche il versante della montagna di Castel Manardo verso Amandola e vaste aree oggi incluse nei comuni di Caldarola, Montefortino, Comunanza, Grottazzolina, Force e Massa Fermana. In pratica, tra X e XIV secolo una rete di feudatari, tra cui i potenti Brunforte, tutti legati da vincoli di sangue ai conti Mainardi, costituì una specie di stato che copriva una zona interna del Maceratese e una parte consistente del Fermano, giungendo fino all’area di Ascoli.
A questa famiglia appartenne un vescovo di Fermo (Baligano, nel XII secolo) e soprattutto il beato Pellegrino, figlio di Fallerone I. Il vero nome di Pellegrino era Rinaldo, ma dopo aver abbandonato gli studi universitari a Bologna nel 1222, egli decise di seguire san Francesco nel suo viaggio in Terrasanta, assumendo in seguito il nuovo nome. Morì nel convento di San Severino nel 1233. Il fondatore del convento francescano di Falerone, il beato Giacomo Brunforte, apparteneva a un ramo della famiglia.
Solo nel 1378 il dominio dei Mainardi, scontratosi con Fermo, fu smantellato e i membri di questo casato dovettero lasciare Falerone e trasferirsi nella città episcopale. L’importante famiglia fermana Euffreducci – citata da Machiavelli nel Principe – discendeva in realtà proprio dai Mainardi signori di Falerone. Nel primo Cinquecento Oliverotto Euffreducci e più tardi il nipote Ludovico tentarono di imporre la loro signoria su Fermo, ma il primo fu fatto assassinare da Cesare Borgia mentre il secondo sarebbe caduto in battaglia contro l’esercito pontificio nella piana del Tenna dopo essersi a lungo asserragliato proprio nella sua Falerone. Cessò così per sempre l’influenza degli Euffreducci e anche per Falerone, presidiato militarmente dai fermani, iniziò un lungo periodo di declino.

I fratelli De Minicis e Pompilio Bonvicini

Tra Otto e Novecento Falerone diede i natali ad alcuni notevoli eruditi ed archeologi che si dedicarono al passato romano e medievale della cittadina. Si tratta in particolare dei fratelli Gaetano De Minicis (Falerone, 1792-1871) e Raffaele De Minicis (Falerone, 1784-1860), entrambi avvocati a Fermo e appassionati studiosi dell’antica Falerio Picenus. Ad essi si deve in particolare la riscoperta delle vestigia della città romana, di cui scavarono il teatro nel 1836 raccogliendone i reperti in un piccolo museo e in una ricchissima collezione numismatica che andarono dispersi dopo la loro morte. Al contrario, la loro preziosa raccolta libraria, acquistata dal Comune di Fermo, andò a integrare la locale Biblioteca. Il loro fratello sacerdote, Angelo De Minicis (Falerone, 1788-1851), fu autore di studi sulle chiese faleronesi.
Un’altra figura singolare è quella di Pompilio Bonvicini (1911-1990), nativo di Ascoli ma vissuto a lungo a Piane di Falerone, dove la sua famiglia possedeva una tenuta agraria. Dopo aver frequentato il Seminario di Fermo, Bonvicini si laureò a Urbino nel 1941 con una tesi su Falerio Picenus e, pur dedicandosi all’insegnamento, continuò poi per tutta la vita a studiare da autodidatta archeologia, storia, linguistica, filologia, etnologia e folklore, pubblicando anche più volte i risultati dei suoi studi nei Rendiconti dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Tra l’altro, in qualità di ispettore onorario dei monumenti, condusse diverse campagne di scavi nelle province di Macerata e Ascoli (segnatamente a Falerio) tra gli anni Quaranta e Sessanta. Si spense a Fermo nel 1990 lasciando numerosi scritti inediti. Tra le sue opere di carattere locale si ricordano: Il Piceno descritto da Plinio il Vecchio (1951), Il dialetto di Fermo e del suo circondario (1961), La centuriazione augustea della Valtenna (1978), Le cisterne romane di Fermo (1989), Falerone: dall’antichità al medioevo (1991) e Iscrizioni picene (2001).

a cura di Pier Luigi Cavalieri

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  • citta: FALERONE
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