Sommo dei clinici medici

Fermo 1841 - Bologna 1932 

Augusto Murri può essere considerato non solo come uno dei più grandi medici di ogni tempo, ma anche come uomo di notevole cultura, protagonista della vita del suo tempo.

Nato a Fermo l’8 settembre 1841, studiò medicina a Firenze ed a Camerino, dove si laureò. Visse da protagonista sin dai primi anni post laurea il nuovo clima positivista che, anche in medicina, portò ad un fondamentale rinnovamento con l’abbandono delle superate ipotesi metafisiche.

Di questo cambiamento in campo clinico, fondato sull’affermarsi dell’anatomia patologica, dell’istologia, della microbiologia, della fisioterapia sperimentale arrivò ad essere uno dei massimi esponenti.

Grazie ad alcuni sussidi, si confrontò con queste nuove teorie all’estero seguendo corsi di specializzazione a Parigi e Berlino. Ottenuta la condotta medica a San Severino, esercitò successivamente l’attività di medico condotto anche a Civitavecchia e Fabriano fino a quando nel 1870 fu nominato aiuto alla cattedra di clinica medica retta dal celebre prof. Guido Baccelli. Cinque anni dopo gli fu assegnata la cattedra.

Si distinse subito per la grande comunicativa e la profondità del suo pensiero. Per questa sua capacità e per il suo innovativo metodo didattico, si guadagnò il nome di “sommo dei clinici medici”, cosa che accrebbe in tutto il mondo il prestigio dell’ateneo bolognese.

Agile nel parlare e nel trascinare il pubblico, di eccezionale preparazione sul piano medico e scientifico, definito da D’Annunzio “il medico che meglio sapeva scrivere dopo il settimo secolo”, Murri pubblicò decine di saggi e di studi che, tradotti in varie lingue, rappresentano tuttora fondamenti di medicina e patologia.

Studiò in modo particolare il cervello, le lesioni cerebrali e cerbellari, campo nel quale pervenne a traguardi di grande importanza, studiò l’emoglobinuria da freddo, l’organotopia e l’insufficienza ghiandolare, il meccanismo di compenso fisiopatologico (la cosiddetta “legge di Murri”), alcune patologie cardiache, il morbo di Addinson. Dette alle stampe importanti perizie medico-legali a modo di saggio di divulgazione.

I suoi “scritti medici” e “lezioni di clinica medica” hanno un posto fondamentale, a distanza di oltre un secolo, nella storia della medicina e nell’uso didattico.

Fu in stretto rapporto con il mondo culturale del tempo: Giosuè Carducci, che gli fu amico e confidente, morì fra le sue braccia, Giovanni Pascoli affermò che Murri “toccò gli alti fastigi dell’arte e della scienza”.

Cittadino onorario di Bologna, Rettore all’Università, nel 1891 fu eletto deputato in Parlamento. Ebbe riconoscimenti ed onori accademici in tutto il mondo, fu anche consigliere superiore della pubblica istruzione.

All’inizio del secolo fu segnato, insiema alla sua famiglia, da una grave sciagura: l’omicidio a sfondo passionale del genero Bommartini da parte del figlio Tullio, istigato dalla sorella Linda. Fu lui stesso a denunciare il figlio. Il “caso Murri” divise l’Italia fra colpevolisti ed innocentisti, e fu il primo processo “spettacolato” dalla stampa e sfruttato a fini politici. Augusto Murri fu terribilmente segnato dal fatto e dalla condanna dei due figli, nonostante il grande movimento di stima ed affetto nei suoi confronti da parte dei personaggi più in vista del tempo.

Persona di grande moralità e senso umanitario, Augusto Murri si spense l’11 novembre 1932. Riposa a Fermo.

 

Giovanni Martinelli

 

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  • citta: FERMO
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